Black Friday, attenzione ai pacchi in giacenza. Potresti piangere

La truffa del pacco in giacenza è molto comune in ogni periodo dell’anno, ma nei giorni intorno al Black Friday è particolarmente insidiosa. Attenzione agli sms che vi arrivano.

Prende il nome di truffa del pacco postale, e, visto il gran numero di acquisti online che vengono fatti durante il periodo del black friday, è proprio in questi giorni che diventa più insiediosa che mai. La truffa raggiunge la sua potenziale vittima in un modo molto semplice. Un SMS inviato al numero di telefono della vittima parla di un pacco rimasto in giacenza e per essere sbloccato richiede un pagamento di 1 o 2 euro. In alternativa il messaggio richiede all’utente di eseguire lo sblocco manule attraverso un link che viene inviato insieme al messaggio.

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Il link in questione va assolutamente ignorato. Si tratta di un trucco che i truffatori utilizzato per far si che la vittima passi sul loro sito fasullo quanto più tempo possibile, in modo da poter accedere ai suoi dati personali. Nel migliore dei casi questa truffa ruba soltanto pochi soldi, che moltiplicati per tutte le vittime che cadono nella trappola fanno un bel bottino per i truffatori; ma nel peggiore dei casi è possibile l’accesso di questi ladri ai dati personali della vittima porti via molto di più. In questo periodo le segnalazioni alla polizia postale di simili tentativi di truffa, andati o no a buon fine, sono saliti in maniera esponenziale, a sottolineare quanto questo metodo sia più efficace e utilizzato sotto black friday, periodo in cui, tipicamente, vengono fatti più acquisti online.

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La polizia postale stessa ha messo sul proprio sito un comunicato in cui invita a fare attenzione a questi SMS. I messaggi che nascondono la truffa del pacco postale sono comunque facilmente riconoscibili: si può notare in ognuno di loro un testo molto breve e con pochissimi dettagli sul pacco in questione, che esorta ad agire in fretta, in modo da mettere pressione sulla vittima. Inoltre il link allegato è spesso molto breve e sprovvisto della certificazione di sicurezza “https”, a sottolineare la sua natura pericolosa.