Aumento delle pensioni 2022: gli importi esatti per ogni assegno

La rivalutazione degli importi delle pensioni sarà effettivo da gennaio. Le cifre degli assegni pensionistici aumenteranno. Ecco di quanto

L’anno nuovo si aprirà bene per i pensionati. Infatti, cambiano gli importi delle pensioni dal 1 gennaio 2022 per effetto dell’adeguamento all’inflazione prevista nel 2021. Il meccanismo di rivalutazione utilizzato negli ultimi dieci anni lascia spazio ad un meccanismo più semplice, tornando ad un sistema a fasce che rende più pieni gli assegni per i ricchi. Il nuovo meccanismo permette una rivalutazione piena al 100% per le persone fino a 4 volte il minimo, al 90% sulla quota di pensione tra quattro e cinque volte il minimo e del 75% sulle pensioni oltre cinque volte la quota minima. Invece, per la fascia con indice di perequazione al 90%, la rivalutazione effettiva sarà dell’1,5% circa, mentre per chi ha una pensione superiore ai 2577,90 euro il coefficiente scenderà all’1,275%.

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Ogni anno le pensioni vengono adeguate alla variazione dell’inflazione così da non perdere il potere di acquisto. Per questo, dal prossimo anno, aumenteranno gli importi delle pensioni a seguito della perequazione automatica. Se infatti lo scorso anno le pensioni sono rimaste invariate, in quanto l’inflazione presunta nel 2020 era negativa, nel 2022 è previsto un aumento per allineare gli assegni previdenziali al costo della vita. Il tasso provvisorio da applicare l’anno prossimo per adeguare le pensioni all’inflazione è dell’1,7 per cento.

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Gli importi

Cambiano anche i valori soglia minimi per le pensioni contributive: la pensione di vecchiaia non può essere sotto di 1,5 volte all’assegno sociale mentre la pensione anticipata non dovrà essere inferiore a 1.310,69 euro mensili. Le pensioni ai superstiti non subiranno tagli se il reddito del percipiente sarà inferiore a 20.449,45 euro. Altrimenti, a salire, il taglio sarà del 25, 40 o 50 per cento. Le cifre in ballo, riporta il giornale, sono notevoli: 4 miliardi di euro per le rivalutazioni se il tasso d’inflazione di quest’anno sarà pari all’1,5%. La rivalutazione delle pensioni e l’aumento dell’inflazione permetteranno alle pensioni di aumentare di importo in maniere considerevole.

Già nel 2021 l’inflazione positiva aveva portato alla rivalutazione al rialzo delle pensioni medie, anche se il blocco imposto dal Governo in tempo di crisi ha impedito tale rialzo. Dopo la fine del regime sperimentale 2019-2021, con il nuovo sistema di calcolo, dal 1 gennaio 2022 le pensioni continueranno a rivalutarsi al 100% fino a 4 volte il minimo, dopo di ché si applicano le aliquote al 90% fra 4 e 5 volte il minimo, infine al 75% per le pensioni di importo più alto. Su queste basi, considerando l’inflazione, si stima che su una pensione di 1.500 euro l’aumento sarà di 300 euro l’anno.