Strade pulite, arriva un altro bonus: in pochi giorni si possono avere 680 euro

Con una Roma sempre più sommersa dai rifiuti, anche lo Stato cerca di porre rimedio alla questione. Arriva il secondo bonus in poco tempo per i netturbini della capitale.

Via Ponzio Cominio, Roma, 7 gennaio 2018
(Carlo Lannutti/LaPresse)

Il problema dei rifiuti a Roma orami è sotto gli occhi di tutti. I rifiuti della capitale d’Italia continuano ad essere ammassati a ridosso delle campane e i cassonetti adibiti. I consumi di Roma sembrano essere troppi per poter essere gestiti dall’attuale amministrazione comunale e anche lo Stato decide di agire in tal senso. Il problema del grande piano di pulizia promesso dal sindaco Gualtieri risiede nei continui battibecchi tra l’amministrazione comunale e l’AMA, la società che per conto del Comune si dedica alla nettezza urbana. Il sindaco Gualtieri aveva già introdotto, una volta eletto, un bonus di 360 euro per i dipendenti addetti alle pulizie della città sempre presenti, escludendo le festività, che sarebbero poi scalati a 260 e a 200 euro a seconda di quanti giorni di assenza ci fossero stati. Purtroppo non è bastato

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La promessa del sindaco PD di ripulire interamente la città entro Natale si sta rivelando sempre di più un’impresa ardua. Il primo bonus introdotto per incitare i netturbini a lavorare di più si è rivelata una misura insufficiente. A poco più di 20 giorni da Natale Roma è ancora in alto mare con il problema dei rifiuti e continuano le polemiche in merito alla misura presa da Gualtieri per questo problema. Il sindaco ha quindi stipulato con i sindacati CGIL, CISL e UIL, un nuovo accordo per un secondo bonus rivolto ai netturbini di Roma: 75 euro di bonus in aggiunta all’ordinario festivo per chi lavora per Natale e Capodanno e 35 euro extra per chi lavora per Epifania e Santo Stefano. In più, un bonus di 100 euro extra per chi si rende disponibile tutti e 4 i giorni.

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Si cerca quindi di aumentare sempre di più il numero di lavoratori attivi, stavolta anche nei giorni festivi stessi, incentivando gli operatori comunali e di AMA a lavorare di propria iniziativa con l’obbiettivo di uno stipendio più alto. Questo in teoria, perché nella pratica non tutti i dipendenti di AMA sono convinti di questi accordi, che li spingerebbero a rinunciare alle festività per del lavoro extra.