Assegno unico, tempo tre mesi e i soldi saranno finiti

Ecco cosa potrebbe succedere con i pagamenti dell’Assegno Unico: entro tre mesi i soldi saranno finiti

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Secondo il Coordinatore nazionale della consulta dei Caf “Entro tre mesi i soldi saranno finiti”. Ecco cosa potrebbe succedere con i pagamenti dell’Assegno Unico. Cresce infatti l’attesa per il provvedimento del governo che partirà da marzo 2022.

Ci sarebbero già delle problematiche, ancora prima di iniziare, per quanto riguarda i pagamenti dell’Assegno Unico: “Entro tre mesi i soldi saranno finiti”, questa la dichiarazione del Coordinatore nazionale della consulta dei Caf. Ecco cosa succede.

Assegno unico, tempo tre mesi e i soldi saranno finiti

Secondo il Coordinatore nazionale della consulta dei Caf, inoltre: “Entro tre mesi i soldi saranno finiti”, in quanto le risorse per l’erogazione del provvedimento non sarebbero sufficienti. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e qual è il problema.

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Il provvedimento del governo entrerà in vigore da marzo 2022, da quella data non dovranno più essere inserite le detrazioni in busta paga relative ai carichi di famiglia. Ma da quanto si apprende non è affatto scontato che l’Assegno Unico arrivi in tempo.

Passare dalle detrazioni in busta paga all’assegno unico per i figli, infatti, non sarà un procedimento semplice e veloce. I nuclei familiari che vorranno aderire al nuovo provvedimento dovranno fare domanda all’Inps da gennaio, ma c’è un problema con l’Isee.

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Per presentare domanda, infatti, occorre avere l’Isee aggiornato, procedura che può essere fatta solo a partire dal primo gennaio 2022. Se pensiamo che, per accedere all’Assegno Unico, l’ente avrà 60 giorni di tempo per esaminare le richieste, è comprensibile che i tempi si dilateranno di molto.

Sul fronte pagamenti dell’Assegno Unico, Giovanni Angileri, Coordinatore nazionale della consulta dei Caf, dice: “Le risorse sono insufficienti”. Secondo Angileri, il finanziamento (di 117 milioni di euro) “basterà per erogare 7,5 milioni di Isee”, ma le famiglie richiedenti dovrebbero essere circa 7 milioni.

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Un numero troppo grande per le risorse messe in campo, secondo Angileri che, lapidario ha affermato: “Entro tre mesi i soldi saranno finiti”. Si attende, dunque, il risultato della negoziazione per la nuova convenzione per il biennio 2022-2023.