Pensione sempre più lontana per i giovani, quanto dovranno lavorare prima di smettere

Per i giovani, la pensione è un abbaglio. Ad oggi, per avere accesso alla pensione INPS di vecchiaia, serve aver compiuto il 67esimo anno di età.

La pensione di vecchiaia spetta al compimento dei 67 anni e dopo aver accumulato almeno 20 anni di contributi. Generalmente i requisiti contributivi per l’accesso alla pensione sono espressi in anni nei seguenti casi: pensione di vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi; pensione anticipata a 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 11 per gli uomini; pensione quota 100 con 62 anni di età ed almeno 38 anni di contributi. Tuttavia, i contributi dell’INPS vengono calcolati in settimane e il calcolo è il seguente. Per ottenere gli anni di contributi versati basta dividere il totale delle settimane contributive per 52, ovvero le settimane che occorrono per la copertura contributiva di un anno.

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Tuttavia, l’età pensionabile è destinata a salire in Italia, nei prossimi anni, per aumento della speranza di vita. Ciò significa che il requisito anagrafico, per coloro che sono ai primi passi nel mondo del lavoro, si alzerà in media a 71 anni rispetto agli attuali 61,8 anni, secondo quanto emerge da un rapporto sulle pensioni dell’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. L’età pensionabile, per il futuro, sarà quindi fissato a 71 rispetto alla media anagrafica di ritiro dal lavoro attuale che si attesta a 61,8 anni, 5 anni al di sotto rispetto al requisito anagrafico richiesto per la pensione INPS di vecchiaia.

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I contributi per la pensione 

La pensione di vecchiaia richiede 67 anni di età e 1040 settimane di contributi. La pensione anticipata richiede per gli uomini 2227 settimane di contributi per le donne 2175 settimane. La pensione con opzione donna richiede 58 o 59 anni di età e 1820 settimane di contributi. Quota 100 richiede 62 anni di età e 1976 settimane di contributi. Quota 41 richiede ai precoci 2132 settimane di contributi versati.