INPS e pensioni, grossi guai in vista “Il sistema non regge” dice il Presidente

Arriva l’allarme del presidente dell’INPS sulla situazione del sistema pensioni. Mancano troppi lavoratori perché il sistema funzioni.

Il campanello d’allarme viene suonato da Pasquale Tridico, che, nonostante i mesi di discussioni, promesse e compromessi tra governo, sindacati e la stessa INPS sul sistema previdenziale, il sistema raggiungo non può reggere. Il presidente dell’INPS, durante un’intervista a Radio 24, denuncia come l’accordo raggiunto tra le diverse parti per il nuovo sistema di pensioni che vedrà la luce nel 2022 non può reggere alla realtà dei fatti. Il motivo? Mancano i lavoratori. Il presidente Tridico denuncia come l’INPS non possa mantenere le pensioni per 23 milioni di persone su una popolazione di 60 milioni, di cui 10 milioni non contribuiscono in maniera attiva al pagamento delle tasse perché non lavorano. Secondo Tridico, infatti, mancherebbero al sistema circa 10 milioni di quei giovani, donne, inattivi e scoraggiati che attualmente non hanno un’occupazione per poter funzionare che è richiesto che faccia.

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Tra le concause di questa situazione critica, continua Pasquale Tridico, c’è la scarsa occuopazione del Sud Italia, l’altissima quantità di lavoratori in nero che ancora sono occupati nelle imprese italiane. Nonostante il trend positivo del mercato del lavoro rispetto all’anno scorso, questo è ancora afflitto dal grave problema della precarietà e dei contratti a termine. I nuovi contratti di lavoro stipulati nel 2021, circa 700.000 in più rispetto al 2020, sono per la stragrande maggioranza dei casi a tempo determinato, e nonostante la ripresa post-covid stia registrando anche un aumento dei contributi allo Stato rispetto al 2020, siamo ancora sotto la soglia del 2019, il ché non è molto incoraggiante.

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Il presidente dell’INPS pone inoltre il problema di due elementi che mal si sposano con la situazione dell’INPS, ma che al contempo sono necessari per la popolazione: il salario minimo e il nuovo reddito di cittadinanza. Non è una novità che Tridico sia contrario al reddito di cittadinanza come era stato formulato in prima istanza, ma elogia il lavoro della commissario Saraceno nel rielaborare la misura in vista del nuovo anno. Il reddito di cittadinanza secondo il presidente è adesso più sostenibile che in passato. Per quanto riguarda il salario minimo, Tridico afferma che questo è necessario per i lavoratori e che una conciliazione con un mercato del lavoro attivo è possibile, così come hanno dimostrato altri paesi come al Germania.