Arrivano i soldi per i proprietari di casa, ma non sono abbastanza

10 milioni di euro di fondo messo a disposizione dei proprietari di immobili occupati abusivamente. Emendamento che fa piacere, ma a quanto pare non sarà ancora sufficiente.

Una piaga che colpisce in maniera molto più rara di quanto possa sembrare, ma non per questo meno insidiosa, soprattutto visto il poco che si può fare per arginarla, l’occupazione indebita di immobili diventa un vero e proprio incubo per i proprietari degli immobili stessi. Nella Legge di Bilancio 2022 si è parlato a lungo di un emendamento che potesse andare in aiuto di questi proprietari di immobili vittime di occupazioni abusive da parte di estranei. Per questi proprietari ci saranno incentivi, ma non per quei proprietari che sono stati, invece, penalizzati dal blocco degli sfratti partito durante la pandemia.

Leggi anche: Bollette a gennaio, peggio di come ci si aspettava. Risparmiate il più possibile

L’emendamento che ha posto in opera il fondo di 10 milioni di euro per aiutare i proprietari di immobili con problemi di occupazione abusive, non prevede aiuti anche per chi ha già subito questo problema e sta aspettando lo sfratto, bloccato per via della pandemia. Per questo motivo i proprietari di immobili non possono essere completamente contenti da queste notizie, nonostante la fatica che è stata fatta per inserire questo emendamento della Legge di Bilancio 2022, considerando che non era tra le priorità del legislatore. Anche per quanto riguarda il fondo di 10 milioni, la strada per l’elargizione dei contributi ad hoc è tracciata e si aspettano i 60 giorni che si prenderà il governo per rendere il tutto un decreto attuativo.

Leggi anche: Draghi si è già stancato: il Supebonus rischia la fine del Supercashback

La Commissione Bilancio del Senato ha inoltre approvato una serie di facilitazioni che daranno una grossa spinta alle famiglie e alle aziende in crisi. Prima di tutto, si è dato il via libera al Superbonus 110% anche per le ville unifamiliari, senza considerare l’ISEE, sempre che entro la fine di giugno 2022 sia completato almeno il 30% dei lavori. La proroga dell’incentivo riguarda anche i lavori trainati, non direttamente collegati all’opera.