Dolori cervicali, puoi chiedere l’assegno INPS

Anche i dolori cervicali, in alcuni casi, possono dare diritto all’erogazione dell’assegno Inps, che rimane legato alla presenza di un certo grado di invalidità

L’assegno di invalidità è una prestazione previdenziale che viene riconosciuta dall’Inps al lavoratore cui è stata riconosciuta una perdita della capacità lavorativa superiore a due terzi. Ha una durata triennale che può essere rinnovata con domanda; dopo il terzo rinnovo, il beneficio è confermato automaticamente anche se l’Inps ha facoltà di procedere a ulteriore revisione. La revoca dell’assegno scatta quando decadono i requisiti del titolare che, nel caso di recupero della capacità lavorativa, subisce la revoca del beneficio. In base al grado di inabilità si avrà accesso ad una prestazione specifica e l’importo erogato varierà. Nel 2022, le pensioni di invalidità civile, in particolare per quelle che per malattie fisiche o mentali che portano a una invalidità calcolata del 74% o superiore, subiranno un aumento. Le maggiorazioni del 2022 saranno del 1,7% nella maggior parte dei casi rispetto a quanto riportato.

E’ possibile ottenere la prestazione se si soffre di alcune patologie come diabete, depressione, neoplasia, malattie autoimmuni e molte altre. Nell’elenco, compaiono anche i dolori cervicali. Questi, in alcuni casi, possono dare diritto all’erogazione, che rimane legata alla presenza di un certo grado di invalidità. Per ottenere l’assegno, il dolore alla cervicale deve impedire lo svolgimento delle normali attività quotidiane e lavorative. L’invalidità riconosciuta, dunque, dovrà essere compresa tra il 74 e il 99% per dar diritto all’erogazione dell’assegno mensile. I dolori cervicali, quindi, non rientrano nelle tabelle di invalidità stilate dall’INPS se non con un grado di inabilità compreso tra il 74 e il 99%. Chi soffre di cervicalgia può usufruire, però, delle detrazioni IRPEF al 19% sulle spese mediche effettuate.

In alcuni casi, i dolori cervicali consentono di ottenere la Legge 104 se questa è legata ad alcune patologie come l’artrite reumatoide, la sclerodermia, le spondiloartriti. Anche il mal di schiena è un dolore molto comune e, in alcuni casi, può dar diritto alla 104. Un mal di schiena cronico, dovuto a patologie reumatoide croniche o a traumi che lasciano danni permanenti, può dare diritto alla 104. Diversamente, un mal di schiena sporadico o transitorio non rientra nei casi in cui la 104 è riconosciuta. Anche in questo caso, bisogna valutare l’incidenza delle infermità sulla capacità lavorativa che dipende dalla gravità della patologia a cui è associata una predeterminata percentuale di invalidità. La disabilità deve essere accertata da un’apposita commissione medica.