Pensioni, arrivano tagli e tasse

Da marzo cominciano i tagli sulle pensioni. Nuove tasse in arrivo che verranno riscosse direttamente sulle prestazioni pensionistiche.

L’INPS ha reso noto quelle che saranno le variazioni riguardo le rate della pensione relative al mese di marzo 2022. Un calco effettuato a seguito della variazione percentuale collegata alla perequazione automatica delle pensioni. Si tratta di un meccanismo utilizzato dall’Istituto previdenziale che causerà una variazione degli importi, calcolati mediante l’aggiornamento delle tabelle relative ai massimali di retribuzione. Ecco quali saranno gli importi massimi e minimi delle pensioni di marzo. Secondo la circolare Inps n.15 del 28 gennaio 2022, assisteremo alla variazione degli importi, a seguito della perequazione automatica delle pensioni. Si tratta della classica rivalutazione degli importi pensionistici, attuata ogni anno per adeguare gli importi all’aumento del costo della vita.

Quest’anno, l’Inps ha fissato la variazione percentuale all’1,90%, con un conguaglio di perequazione 2022 che avverrà in sede di perequazione nel 2023.A seguito di questo, è stato ricalcolato il massimale di retribuzione delle pensioni sulla base dell’1.90%, oltre alle fasce pensionabili con aliquote di rendimento decrescenti (fin ora al 2%). Secondo la circolare Inps, le pensioni con decorrenza al 2022, vedranno un aggiornamento delle procedure di liquidazione. Queste, infatti, “sono state aggiornate sulla base delle nuove fasce di retribuzione e di reddito pensionabili”. Queste sono ad ora rideterminate applicando la percentuale di perequazione automatica dell’1,90%.

Per quanto riguarda, invece, gli importi delle pensioni minime, si assisterà ad un aumento da 515,58€ a 525,30€ mensili. Con la circolare n.15/2022, infatti, si è determinato il minimale contributivo riguardo l’accredito dei contributi ai fini del diritto a pensione. Dunque, il massimale di retribuzione imponibile, che viene utilizzato per calcolare il contributo di solidarietà, passerà da 460,28 a 468,10€ al mese. Ci sarà, inoltre, un adeguamento dei limiti di reddito per quanto riguarda le pensioni sociali. Con il rinnovo delle pensioni per il 2023, infatti, sarà effettuato un conguaglio tra la perequazione provvisoria e quella definitiva. Mentre il trattamento minimo riferito al 1° gennaio 2022 verrà erogato in base al coefficiente di perequazione automatica dell’1,70%, fissato dal decreto ministeriale del 17 novembre 2021.