Perchè se la guerra continua non riuscirai a vendere casa

Il mercato immobiliare italiano continua ad essere sotto stress. Dopo un finale di 2021 promettente, la guerra in Ucraina trasforma le vendite di case in una missione impossibile.

Il 2021 si era chiuso con degli interessanti segnali di ripresa per il mercato immobiliare in Italia. Dopo i problemi dettati dalla pandemia, i liquidi inmessi nel mercato dall’Unione Europea e gli interventi statali a favore del mercato immobiliare avevano acceso le buone speranze per il futuro. Grazie al nuovo denaro e alla domanda crescente del mercato, i tassi di interesse si erano abbassati e i mutui per le case conseguentemente contratti. Dopo un inizio di buone speranze, il mercato immobiliare del 2022 si è scontrato con l’inizio della guerra in Ucraina e la conseguente impennata dell’inflazione.

In Italia l’acquisto di case non è mai stato soltanto una esigenza abitativa. Con l’inflazione generalmente molto alta, gli italiani tendevano ad investire proprio sull’acquisto di seconde case per tenere al sicuri i propri risparmi. Denaro investito in un immobile non avrebbe perso valore a causa dell’inflazione come lo avrebbe fatto se lasciato a stagnare in un conto corrente fermo. Oggi non è più così, anzi, l’inflazione alta sta facendo decrescere la domanda di nuove case. La causa di questo andazzo è la guerra in Ucraina e tutte le sue conseguenze. Con lo scoppio della guerra si sono alzati moltissimo il prezzo dei carburanti e, soprattutto, dell’energia elettrica e del gas. Così tanto che all’improvviso acquistare una casa più grande per mettere al sicuro i propri risparmi non è più un investimento tanto conveniente, visti gli altissimi costi per mantenerla. Al contrario è meglio investire su una casa di dimensioni ridotte in modo da non spendere troppo per riscaldarla e illuminarla.

Secondo gli studi il mercato immobiliare rimarrà di scarso valore per il triennio 2022-2024, con le compravendite sotto le 700.000 all’anno, mentre il prezzo delle case vendute crescerà al ritmo medio del 1%. Al livello psicologico non aiuterà neanche la riforma del Catasto, prevista per il 2026, che aumenterà ancora gli importi delle tasse sulla casa come IMU e TARI.