Importo IMU ridotto dal Governo del 50%. Ma non è concesso a tutti

Continuano gli interventi del Governo per far risparmiare gli italiani. L’ultimo introdotto permette una riduzione dell’IMU del 50%, ma non sarà disponibile a tutti.

Con il proseguire della crisi Ucraina e tutte le conseguenze che questa si porta dietro, il Governo sta varando una serie di decreti atti ad aiutare gli italiani in questo momento di difficoltà economica. Il 23 marzo 2022 è stato varato il decreto legge nominato Decreto Ucraina con una serie di questi provvedimenti. Uno dei più importanti è il bonus IMU, un credito d’imposta fino al 50% sull’importo versato a titolo di seconda rata dell’anno 2021. Questo bonus è pensato per controbilanciare gli aumenti dei costi di bollette e benzina, diretta conseguenza della crisi della guerra in Ucraina. Tuttavia il bonus IMU non è per tutti, anzi, è indirizzato a uno specifico target di un settore particolarmente colpito dalla crisi.

Il settore in questione è quello turistico. Sono molte le imprese di ricezione turistica che hanno sofferto delle conseguenze del rincaro dei prezzi, specialmente in un periodo in cui quegli stessi rincari e il generale nervosismo per la situazione fanno si che i clienti diminuiscano sempre di più. I ricettore turistici venivano già da un periodo molto difficile a causa della pandemia di Covid-19 e la ripresa economica promessa dalle istituzioni avrebbe dovuto rappresentare un’ancora di salvezza. La guerra in Ucraina, tuttavia, ha stravolto i programmi. Il bonus IMU permette un credito d’imposta del 50% per le imprese di ricezione turistica comprese:

  • Imprese che esercitano attività agrituristica;
  • Imprese che gestiscono attività ricettive all’aria aperta;
  • Complessi termali e parchi tematici;
  • Imprese del comparto fieristico e congressuale;
  • Parchi acquatici e faunistici.

Il bonus è riconosciuto nella misura del 50% dell’importo versato a titolo di seconda rata per l’anno 2021 per gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2 dove viene gestita la relativa attività ricettiva. Questo a condizione che i proprietari siano anche i gestori della suddetta attività. Un ulteriore requisito è che l’attività abbia subito una diminuzione del volume d’affati di almeno il 50% nel secondo trimestre del 2021 rispetto allo stesso periodo nel 2019. Il credito d’imposta è utilizzabile solamente in compensazione.