Carburanti, crisi vicina. Blocchi dei rifornimenti e scioperi dei distributori: cosa rischia il Governo

In questi giorni, ci sarà il blocco dei rifornimenti di carburante e scioperi dei distributori. Tale situazione rischia di mettere in seria crisi il Governo. Ecco quali sono i pericoli.

Diverse associazioni hanno indetto blocchi e scioperi nazionali. Proprio in queste ore, di fatti, hanno reso noto mediante un comunicato come si svolgerà la protesta e quali saranno i giorni interessati dalla stessa.

Carburanti, crisi vicina. Blocchi dei rifornimenti e scioperi dei distributori: cosa rischia il Governo

Diverse associazioni tra cui Assopetroli Assoenergia, Federmetano e Assogasmetano nei mesi passati avevano chiesto al Governo un intervento volto a dare sostegno al comparto dei distributori di gas metano. A partire dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, infatti, si è verificato un aumento dei prezzi che è peggiorato in seguito alle sanzioni inflitte alla Russia. La situazione, di fatti, è finita per diventare davvero insostenibile soprattutto per coloro che lavorano nel settore. Da qui la decisione di indire uno sciopero in tutta Italia da protrarre per più giorni nel mese di maggio proprio per spingere il Governo a prendere le misure necessari a fronteggiare la situazione.

Carburanti, crisi vicina. Blocchi dei rifornimenti e scioperi dei distributori: cosa rischia il Governo

In seguito alle pressioni delle varie associazioni finalmente il tanto atteso intervento da parte del Governo c’è stato. In particolare, si è deciso di prorogare fino all’8 luglio 2022 il taglio delle accise per quanto riguarda i carburanti. Le predette associazioni si sono dette estremamente soddisfatte della decisione assunta dal governo e per questo hanno tempestivamente pubblicato un nuovo comunicato con il quale hanno dichiarato la revoca delle giornate di sciopero previste contro il caro prezzi. Nel predetto comunicato, le associazioni di categoria hanno tenuto a ringraziare la sensibilità che sia Giancarlo Giorgetti che Daniele Franco, rispettivamente Ministro dell’Economia e Ministro dello Sviluppo Economico, hanno dimostrato nel trattare questa difficile situazione. Si tratta, dunque, di un intervento che ha tenuto conto della richiesta delle associazioni di ridurre l’Iva dal 22 al 5 per cento. Tale intervento giunge dopo svariati mesi di lotta da parte del settore del metano, colpito in maniera piuttosto dura dal caro prezzi. Alla luce di tale situazione non resta che sperare in una fine del conflitto russo ucraino il più presto possibile in modo tale da riportare i valori relativi ai prodotti energetici a quelli fissati prima del 24 febbraio.