INPS, contributi non versati, che destino ti attende

Ecco cosa potrebbe succedere a quei lavoratori autonomi che non versano i contributi: previste sanzioni e conseguenze

ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI BT

È obbligatorio versare i contributi all’ente di previdenza di riferimento dal momento in cui si inizia una qualsiasi attività lavorativa. Tuttavia, non sempre questo avviene in maniera corretta ed è un errore che mina la possibilità di garantirsi il diritto ad una futura pensione.

Questo può avvenire a causa di dimenticanze, errori comuni, scorrettezze e molti altri motivi che portano il lavoratore autonomo a non versare i contributi. In questo articolo, dunque vogliamo spiegarti cosa potrebbe succedere a quei lavoratori autonomi che non versano i contributi: previste sanzioni e conseguenze.

Cosa succede ai lavoratori autonomi che non versano i contributi

I contributi sono degli importi di denaro che vengono pagate, di solito, dai datori di lavoro ai propri dipendenti. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, invece, questi devono occuparsi autonomamente del pagamento dei propri contributi, per avere poi la pensione in futuro.

Anche in quei casi per cui non vi è un sostituto d’imposta, il lavoratore autonomo dovrà versare i contributi all’ente previdenziale o comunque ad una cassa specifica. Quei lavoratori che non hanno alcuna cassa previdenziale di appartenenza dovranno versare i contributi per la pensione alla Gestione Separata dell’Inps.

Coloro che non versano i contributi e, quindi, non stanziano gli importi dovuti all’ente di previdenza, incorreranno in pesanti conseguenze e sanzioni. Il lavoratore autonomo dovrà infatti pagare i contributi previdenziali propri, calcolati sulla base del reddito effettivo.

(ANSA/STRINGER)

Nel caso in cui l’INPS dovesse scoprire che vi sia un mancato pagamento dei contributi, si procederà con l’avviso bonario. Si tratta di una comunicazione che prevede l’indicazione degli importi ancora da versare. In questo caso, il lavoratore potrà mettersi in pari con il pagamento dei contributi, interessi e delle sanzioni previste.

Se il lavoratore non pagherà gli importi dovuti, si procederà all’emissione della cartella esattoriale. Sono quindi previste conseguenze più importanti per il lavoratore, in quanto viene applicata una sanzione del 30% delle somme dovute. È previsto, inoltre, la possibilità di procedere all’esecuzione forzata, con facoltà di pignoramento.

È importante ricordare che il lavoratore può usufruire del ravvedo operoso nel caso in cui vi sia un mancato pagamento. Questa procedura prevede la possibilità di regolarizzare la situazione fiscale, usufruendo (se previste) di alcune agevolazioni.