Pensione di reversibilità e Reddito di Cittadinanza possono essere cumulabili, ecco perché

Pensione di reversibilità e reddito di cittadinanza sono cumulabili ma solo entro determinati limiti di reddito: cosa prevedono leggi in vigore.

La pensione di reversibilità è un aiuto economico erogato a favore dei familiari di soggetti defunti titolari di trattamenti pensionistici; la legge stabilisce a chi erogare e in che misura la pensione di reversibilità agli aventi diritto.

Stando alle leggi attualmente in vigore nel 2022, chi percepisce la pensione di reversibilità può anche avere diritto al reddito di cittadinanza. Le prestazioni si possono prendere insieme e sono cumulabili ma solo entro determinati limiti di reddito.

Per aver diritto a richiedere il reddito di cittadinanza, l’assegno mensile di pensione di reversibilità deve essere inferiore ai 780 euro. Chiunque percepisce un reddito inferiore a tale soglia può avere accesso e diritto a percepire una integrazione economica.

In realtà il reddito di cittadinanza è cumulabile a tanti altri bonus e aiuti sociali, come le pensioni minime, l’assegno sociale, le pensioni di invalidità civile e tutte le pensioni che abbiano un importo inferiore ai 780 euro mensili, compresa anche la pensione di reversibilità -sempre a patto che venga percepito un aiuto massimo di 780 euro.

Pensione di reversibilità: chi può percepirla e come

Secondo i limiti di legge, a poter richiedere il reddito di cittadinanza oltre alla pensione di reversibilità sono:

  • coniuge, unito civilmente, separato consensualmente, equiparato sotto ogni profilo al coniuge superstite (separato o non), e divorziato ma che percepiva l’assegno di mantenimento e non risposato;
  • figli e i nipoti se minorenni, inabili al lavoro e a carico del defunto prima del decesso, o se studenti fino a 21 anni di età se frequentano la scuola e fino a 26 anni di età se frequentano l’università;
  • genitori a carico del pensionato, in mancanza di coniuge, figli e nipoti, a condizione che non siano titolari di pensione;
  • sorelle nubili e fratelli celibi, in mancanza di coniuge, figli, nipoti e genitori.

Nello specifico, i figli che hanno diritto alla pensione di reversibilità del defunto sono:

  • i figli nati nel matrimonio o fuori;
  • i figli adottati, affiliati, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati;
  • i figli nati da precedente matrimonio del deceduto.

Ricordiamo inoltre che l’importo della pensione di reversibilità viene calcolato in base alla pensione erogata al pensionato deceduto e decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del lavoratore ovvero del pensionato. Per averne accesso bisogna presentare un’apposita domanda all’Inps.