Vendite occasionali di cose che non ti servono più, cosa devi fare per essere in regola

Ecco tutte le informazioni che ti possono servire qualora decidessi di fare una vendita occasionale secondo le norme di leggi 2022 per non correre rischi fiscali. 

Se si decide di vendere un oggetto particolare oppure un prodotto usato come un cellulare o computer lo si può fare senza problemi. Non c’è, infatti, alcun pericolo dal punto di vista fiscale. Il venditore, trattandosi di vendita occasionale, non deve rilasciare una fattura ma un documento che attesti l’incasso.

Nel documenti  deve essere presente il dato del venditore (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo); dati acquirente (nome, cognome e se è un soggetto privato o una società); descrizione del bene venduto; importo percepito; indicazione che si tratta di ‘corrispettivo relativo alla cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui all’art. 67 lett. i) del D.P.R. n. 917/1986’; data e firma del cedente che rilascia la ricevuta. Per importi superiori o uguali a 77,47 euro bisogna poi apporre una marca da bollo da 2 euro all’originale. Infine, bisogna  dichiarare i redditi percepiti nel corso dell’anno da tali attività compilando il quadro RL. Il rilascio della fattura, infatti, è un adempimento solo per chi è possessore di Partita Iva.

Il problema sorge se, quest’attività, diventa continua e non più occasionale. Cosa succede? Se ciò accade, infatti, il venditore deve mettersi in regola secondo le norme di legge fiscale 2022 del Governo italiano. Rispettare delle regole per non incorrere, eventualmente, in problemi che possono essere multe.

Quindi, per una vendita occasionale non è necessaria aprire la partita Iva. Per essere considerata tale c’è bisogno che la vendita avviene in modo sporadico e senza continuità nel tempo. Al di là dell’oggetto o prodotto che si vende e a prescindere dall’importo ricevuto. Infatti, la vendita occasionale è data dalla cadenza temporale. Se questa diventa un’attività continua e abituale allora è necessario valutare l’apertura di una partita Iva per non incorrere in eventuali rischi che possono essere multe.