I rincari non si fermano, quali sono le cose a cui dovrai rinunciare

Continuano ad aumentare i prezzi e i rincari di carburante ed energia non si fermano. Ecco quali sono le cose a cui dovrai rinunciare

La guerra in Ucraina non accenna a finire, così come i rincari dei prezzi. Arrivati ormai a giugno, infatti, il costo della vita è schizzato alle stelle e all’orizzonte non si intravede il momento in cui si potrà tornare al momento prebellico. Il futuro, infatti, non promette nulla il buono su questo fronte.

(ANSA/GIUSEPPE LAMI/ROMA)

Il caro vita sta affliggendo ormai da mesi le tasche degli italiani e, se c’era chi sembrava ottimista sul miglioramento della situazione con l’arrivo dell’estate, in molti dovranno ancora fare i conti con questa difficile situazione. Ecco, infatti, quali saranno i prodotti a cui forse bisognerà rinunciare per un po’ per via dell’incredibile aumento dei prezzi

Rincari: ecco a cosa bisognerà rinunciare

Anche questo sarà un mese in cui si dovrà stringere la cinghia. I prezzi al dettaglio, infatti, hanno fatto registrare nuovi aumenti, sfiorando cifre mai viste Secondo Assoutenti, infatti, ci sono stati incrementi dei prezzi tra il 70% e il 100%. Una situazione che sta rendendo sempre più difficile la vita degli italiani.

Sono molti i prodotti che hanno visto considerevolmente aumentare il proprio costo, e il portafoglio degli italiani ne sta risentendo parecchio. I rincari dell’energia hanno infatti fatto registrare un +73,5%, mentre hanno visto un aumento dei prezzi in maniera esponenziale l’olio di semi (+70,2%), il gas (66,3%), Gpl e metano (43,6%) e gasolio per i dispositivi di riscaldamento (+47,5%).

(ANSA/FOLCO LANCIA – ARCHIVIO)

Ma non sono solo i settori energetici ad essere colpiti e a registrare i rincari maggiori. Prezzi altissimi si sono fatti sentire anche in altri comparti, come quello alimentare. A far registrare l’aumento più alto (come detto prima) è l’olio di semi (70,2%), ma crescono vertiginosamente i prezzi di burro (+22,6%), farina (+18,6%), pasta (+16,6%), pollo (+13,8%), uova (+12,3%) e gelati (+11,2%).

Notevoli rincari dei prezzi sono stati registrati anche per quanto riguarda il settore dei trasporti – particolarmente importante per l’economia del nostro Paese – (gasolio +25%; traghetti +22,7%; affitto posti auto +22,1%; voli nazionali +21,4%; esami di guida +16,1%; benzina +13,19%) e quello del turismo (affitti alberghi e pensioni +14,1%; pacchetti vacanza all’estero +8,6%; fast food e ristorazione +5,2%; ristoranti e bar +4,6%).