Materie Prime, vicino Roma trovati pozzi che valgono una fortuna

Svolta per le Materie Prime in Italia, trovate vicino a Roma due giacimenti di litio dal valore di mercato molto alto.

Roma come il Texas. Poco distante dalla Capitale sono stati scoperti dei grandi giacimenti di litio, una materia prima il cui valore sta crescendo giorno dopo giorno sul mercato. Oggi il litio, chiamato anche oro bianco, ha una quotazione di 75mila dollari per tonnellata facendo registrare un incremento di prezzo di oltre il 280% rispetto a gennaio 2021.

Cosa è il litio e perché viene chiamato oro bianco?

Il litio è un materiale diventato indispensabile. Viene utilizzato come componente delle batterie di dispositivi tecnologici ed anche delle auto elettriche. Il litio è importante non solo nel settore tecnologico ma anche nell’industria bellica, in quella energetica e persino anche in quella farmaceutica. Il litio infatti viene somministrato nelle terapie per gli sbalzi d’umore e schizofrenia.

È chiamato oro bianco dagli esperti del settore per il suo prezzo, ma anche per la difficoltà nel trovarlo. Il litio per la sua utilità pubblica è diventato una materia prima sempre più ricercata.

Giacimenti litio a Roma

Nei pressi della Capitale ci sono due giacimenti litio tra i più preziosi al mondo. La concentrazione mineraria è di oltre 350 milligrammi per litro, una delle più alte al mondo. Tuttavia il nostro Paese non ha gli strumenti per l’estrazione del cosiddetto oro bianco.

Il primo giacimento si trova nel comune di Campagnano e misura 1.146 ettari. L’altro invece è situato tra i comuni di Roma e di Anguillara Sabazia ed è quasi il doppio di quello precedente.

Quando si potrà estrarre litio in Italia?

Poter sfruttare questa materia prima diventa fondamentale per il nostro Paese. Il litio può rappresentare un fattore fondamentale per la transazione ecologica. L’idea, per quanto riguarda i giacimenti nei pressi della città di Roma, è quella di poter ufficialmente estrarre litio per utilizzarlo oppure venderlo ad altri paesi a partire dall’anno 2026.

Sono in corso studi per verificare come velocizzare l’estrazione di questo oro bianco che potrebbe portare all’Italia grandi benefici in termini ambientali e soprattutto economici.