Bonus 200 euro, passo indietro del Governo: così cambia tutto

Sembra esser cambiato tutto, da un momento all’altro, quanto al Bonus 200 euro: pare non sia più automatico. Ecco che cosa cambia, e in che modo riuscire ad ottenerlo per i cittadini italiani.

Tutto tramite un modello. Il Bonus 200 euro, quello che il governo Draghi ha messo in piedi per aiutare i cittadini e che doveva arrivare nelle tasche degli italiani in automatico, pare non arriverà più in modo diretto. In pratica, occorrerà seguire una procedura per avviare il percorso per ottenerlo.

Salta l’automatismo: in questo modo possiamo sintetizzare il discorso sul Bonus 200 euro: per ricevere l’indennità una tantum nella busta paga dei dipendenti del settore privato si dovrà seguire un protocollo e non ci sarà più dunque il preannunciato versamento diretto dei soldi. Perché? Cosa cambia?

Bonus 200 euro
Bonus 200 euro / Fonte: Pexels

Contrordine, dunque, sul bonus 200 euro: se in origine la misura contro l’inflazione pareva dover essere concessa in automatico per tutti i lavoratori dipendenti, ora, per avere l’indennità una tantum in busta paga, gli impiegati del settore privato avranno bisogno, nel richiederla, di compilare una autocertificazione.

Lo chiarisce la Fondazione dei Consulenti del lavoro che tramite un’attenta analisi sul fondo da 500 milioni di euro per l’indennizzo una tantum, evidenzia la procedura da seguire.

In un passo dell’articolo 31 del cosiddetto Decreto aiuti si evince che “tale indennità è riconosciuta in via automatica dal datore di lavoro nel cedolino di luglio previa dichiarazione del lavoratore di non essere titolare delle prestazioni di cui all’articolo 32, commi 1 e 18”.

Che cosa significa tutto questo? E’ presto detto.

Bonus 200 euro, non è più automatico: cosa cambia

Bonus 200
Bonus 200 / Fonte: Pexels

Il procedimento implica che il lavoratore possa disporre del sussidio di 200 euro appena una volta e nella norma citata si chiarisce che per avere il bonus il dipendente dovrà presentare al proprio datore di lavoro un’autodichiarazione con cui afferma di non essere titolare di trattamenti pensionistici o di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di non ricevere pensione o assegno sociale, o pensioni e assegni per invalidi civili, ciechi e sordomuti o in alternativa di trattamenti di accompagnamento alla pensione.

Il beneficiario dovrà affermare che all’interno del suo nucleo familiare non siano presenti percettori di reddito o pensione di cittadinanza o altro tipo di trattamento previdenziale. L’autodichiarazione è necessaria pure se il richiedente sia titolare di più rapporti di lavoro.

La circostanza è chiarita dall’Inps nella circolare 2397 del 13 giugno 2022, con cui le “istruzioni contabili” l’istituto di previdenza chiarisce che l’indennità di 200 euro “spetta ai lavoratori dipendenti una sola volta, anche nel caso in cui siano titolari di più rapporti di lavoro”.

Bonus 200 euro, il modello da scaricare

Bonus 200 euro
Bonus 200 euro / Fonte: Pexels

 

A oggi il governo non ha comunque comunicato nulla su nessun modello ufficiale da compilare per la dichiarazione, né alcun ministro ha comunicato modalità e tempi al riguardo. Ma la Fondazione Consulenti del lavoro ha ideato un facsimile utile alla compilazione dell’autodichiarazione.

Non cambia nulla per i dipendenti della pubblica amministrazione, che avranno in automatico il bonus in busta paga senza nessuna dichiarazione. Stando a quanto indicao da un articolo della bozza del dl Semplificazioni fiscali, i dipendenti pubblici che hanno diritto all’indennità saranno individuati dal ministero dell’Economia e dall’Inps, in quanto i loro servizi sono gestiti dal sistema informatico del Mef.

In linea di massima requisiti per ricevere il bonus da 200 euro sono due: il lavoratore deve aver beneficiato, almeno per un mese, da gennaio ad aprile, dello sconto contributivo dello 0,8% previsto dalla legge di Bilancio 2022, che vale per chi ha una retribuzione imponibile mensile entro 2.692 euro. Inoltre il lavoratore deve dichiarare che non percepisce trattamenti pensionistici e che non è beneficiario del reddito di cittadinanza.