Energia, il Governo ci dirà cosa fare come ai tempi del lockdown: razionamenti dietro l’angolo

La crisi energetica è sempre più grave e il Governo sta già pensando a quali misure emergenziali adottare: si ritornerà ai tempi delle regole ferree del lockdown?

Se l’Italia decidesse di dimezzare o bloccare completamente le forniture di gas russo, mancherebbero forniture per 28-30 miliardi di metri cubi di gas. Per questo il Governo si sta preparando ad ogni evenienza con piani a breve, medio e lungo termine.

La prima azione sarebbe ridurre i consumi in caso di mancanza di gas; ciò implica una limitazione sul riscaldamento sia di uffici che abitazioni private, con una temperatura massima e un limite alle ore di consumo.

Un’altra opzione sarebbe quella di appoggiarsi all’energia elettrica, aumentando la produzione di quest’ultima riaprendo le centrali a carbone. Al momento e fino al 2025 saranno attive sei centrali in Sardegna, Venezia, Monfalcone, Civitavecchia e Brindisi e potrebbero rimanere aperte più a lungo in caso di emergenza del blocco gas.

La Russia comunque non è l’unico forniture di gas in Italia e si stanno cercando diversi accorti per approvvigionare le scorte: nel giro di due anni circa 8-10 miliardi di metri cubi potrebbero essere importanti da Algeria, Libia e Azerbajian, nonché dal Mare del Nord.

Il piano del Governo Draghi allo stop del gas russo

Inoltre si può contare sulla riserva di Gnl, Gas naturale liquefatto, importato via nave dal Qatar, dall’Egitto e Israele. In questo caso il piano sarebbe di attivare nuovamente i tre grandi impianti rigassificatori italiani di La Spezia, Livorno e Rovigo per un 20-25% in più di produzione.

Intanto a livello Europeo si cerca di imporre un tetto massimo al prezzo del gas, da separare rispetto a quello del petrolio al quale è al momento legato, così da fermare l’aumento dell’inflazione sulle materie prime.

Importante sarà anche la rivalutazione dei giacimenti di gas italiani, che nel 2000 fornivano il 20% del gas consumato a livello nazionale, mentre nel 2020 la percentuale è scesa solo al 3-4% data la chiusura e abbandono di diversi giacimenti.

Interventi anche a livello economico per aiutare le tasche degli italiani: saranno rinnovati gli sconti sulle bollette e il taglio delle accise sul carburante; altre manovre sono ancora in fase di progettazione e parliamo di coprire cifre per 10 miliardi di euro.