Prezzi, mai così male dal 1986. E’ tardi ed il Governo non sta facendo abbastanza

Dal 1986 non erano mai stati registrati prezzi cosi altri senza contare che il Governo non sta attuando le misure necessarie.

Il livelli di inflazione sono ormai alle stelle tanto da far registrare dei prezzi che non erano mai stati così alti dal 1986. La situazione, dunque, risulta essere piuttosto difficile e per di più il Governo non sta facendo abbastanza per tenerla a freno.

A pesare sulle famiglie italiane sono da un lato l’aumento dei costi relativi alle materie energetiche dall’altro un generalizzato innalzamento del costo concernente i beni alimentari. Senza contare poi che questi predetti aumenti continuano a salire senza alcuna pausa causando una situazione a cui non si assisteva dal lontano 1986. In particolare, i prodotti alimentari ma anche quelli destinati alla pulizia della casa o anche della persona stanno registrando un aumento dei prezzi di quasi il sette per cento. Si tratta, peraltro, di una situazione che sta interessando non solo l’Italia ma tutti i paesi dell’Unione Europea. A tal proposito si è espressa anche la Coldiretti, Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti, che ha spiegato che le stime ci dicono che l’inflazione genererà un costo annuo di 320 euro in più a famiglia. Per Assoutenti, Associazione Nazionale Utenti Servizi Pubblici, invece, la cifra potrebbe arrivare anche a 550 euro di spesa in riferimento al 2022.

A subire gli effetti più devastanti sarà il settore agroalimentare. Nello specifico, sono diverse le aziende che riferiscono di star lavorando in una situazione piuttosto complicata a causa del reddito in negativo. I concimi sono aumentati, inoltre del +170% mentre i mangimi del +90%. Per ora l’intervento del Governo si è limitato alla previsione del taglio delle accise di 30 centesimi sui carburanti che tra l’altro è stato prorogato fino all’8 luglio. Un altro intervento è rappresentato dall’introduzione di un bonus da 200 euro destinato a numerose categorie di soggetti che non superino i 35 mila euro di Isee. Tra questi ci sono i lavoro autonomi , stagionali e dipendenti nonché i pensionati, i collaboratori domestici e i percettori del Reddito di Cittadinanza. E’ chiaro dunque che questi interventi non possono bastare d asoli a contrastare la difficile situazione che stanno affrontando imprese e cittadini per cui è tempo che il Governo attui una serie di misure più incisive.