La Russia ci volta le spalle, carburanti alle stelle, cosa sta facendo l’Italia per salvarsi

Le forniture di carburanti sono al centro di un grande dibattito e di enormi preoccupazioni in Italia: la Russia sembra voler colpire il nostro Paese duramente su questo fronte: ma che cosa sta facendo il nostro Governo e il settore aziendale di riferimento per scongiurare la crisi?

Cosa succede con i rifornimenti di gas e carburanti in Italia? La Russia sembra voler chiudere i rubinetti, ma l’Italia non vorrà stare a guardare. Ci sono dei piani, soprattutto da parte di Eni, per porre rimedio a una situazione sempre più pericolosa. Andiamo a vedere quali.

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carburanti / Fonte: Pexels

Eni è intenzionata ad entrare nel progetto per far crescere l’export di gas naturale liquefatto del Qatar. Una “Pietra miliare per diversificazione”, secondo l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi che ha appunto parlato in tali termini dell’accordo che vede Eni essere inserita nel più vasto progetto al mondo di gas naturale liquefatto (Gnl) in Qatar.

Il gruppo petrolifero italiano al terzo giorno di taglio di forniture di gas dalla Russia ha dichiarato di essere stato selezionato da QatarEnergy come partner internazionale per un programma di espansione del progetto North Field East, nel paese del Golfo.

Tuttavia il progetto non entrerà in fase operativa prima del 2025, anno in cui dovrebbe consentire di aumentare la capacità di esportazione di Gnl del Qatar dagli attuali 77 MTPA a 110 MTPA.

Crisi Gas, i nuovi progetti con Eni

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Carburanti / Fonte: Pexels

Con un budget di 28,75 miliardi di dollari, NFE dovrebbe entrare in produzione in tre anni usando tecnologie e processi avveniristici per ridurre l’impronta carbonica complessiva, tra cui la cattura e lo stoccaggio della CO2.

Un accordo dalla significativa importanza per Eni nel nome di una diversificazione verso fonti energetiche più pulite e affidabili, in linea con la nostra strategia di de-carbonizzazione. Eni, come ha ribadito Descalzi  è pronta a operare con QatarEnergy su questo progetto per “contribuire positivamente ad aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento di gas a livello mondiale”.

Il gruppo petrolifero italiano al terzo giorno di taglio di forniture di gas dalla Russia ha dunque lanciato l’intesa con QatarEnergy per l’espansione del progetto North Field East, nel paese del Golfo, come anche una svolta strategica per le sorti italiane.

Gas, nuovo accordo col Qatar: cosa succede

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“Questo accordo è una significativa pietra miliare per Eni e si inserisce nel nostro obiettivo di diversificazione verso fonti energetiche più pulite e affidabili, in linea con la nostra strategia di decarbonizzazione. Eni – ha in sostanza, come visto, detto Descalzi – è pronta a lavorare con QatarEnergy su questo progetto per contribuire positivamente ad aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento di gas a livello mondiale”.

Quello che Eni ha voluto puntualizzare, nel dettaglio, è che si sta evidentemente entrando in un progetto importante per non solo un progetto che miri a rafforzare la sicurezza energetica globale, ma che ha una valenza doppia in ragione del periodo di difficoltà e confusione che si sta attraversando.

Secondo il dirigente Eni questo accordo, a cui si è lavorato per diversi anni e ottenuto anche tramite al supporto del Governo, finalizza un discorso di indipendenza maggiore, se non altro ad ampio raggio. “Confido che la partnership strategica inaugurata oggi ci potrà dare un aiuto ulteriore, in termini di maggiori disponibilità di gas sul mercato”, ha aggiunto.

 

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