Energia, siamo costretti a tornare al carbone. E qualcuno l’ha capito prima di noi

Dopo i tagli alle forniture di Gas, alcuni Paesi europei ritornano all’utilizzo del carbone. Ecco chi lo ha fatto prima di noi

La guerra del gas sembra solo all’inizio. Da alcune settimane, infatti, la Russia sta tagliando le forniture di energia nei confronti di molti Paesi europei, tra cui Svezia, Germania e la stessa Italia. Un problema non da poco se si pensa che la Russia è il primo partner per forniture di gas di tutti questi Paesi.

(Ansa/Luis Eduardo Noriega)

Una crisi senza precedenti che ha messo in difficoltà anche i Paesi più ricchi e forti dell’Unione, costringendo loro ad intraprendere scelte difficili e anche controverse. La diminuzione della fornitura di gas, infatti, ci sta costringendo a tornare al carbone, e ora la Germania sarà la prima a farlo.

Crisi del gas, la Germania torna al carbone

Se negli ultimi mesi si era assistito ad un aumento del dibattito pubblico riguardo gli obiettivi raggiungibili a breve in tema di transizione ecologica, ad oggi questo topic sembra essere passato letteralmente in secondo piano. La crisi del gas, infatti, sta costringendo molti Paesi europei, in prima fila per la transizione verde, a rivedere i suoi piani a favore di energia sporca.

La Germania, infatti, è pronta a ricominciare con l’utilizzo delle centrali elettriche a carbone: “Le centrali elettriche a carbone dovranno essere utilizzate di più – ha affermato nei giorni scorsi il ministro dell’Economica ecologica, Robert Habeck – è una decisione amara, ma è essenziale per ridurre i consumi di gas”.

(ANSA/OHN THYS / POO)

Dunque, ad oggi l’eliminazione del carbone entro il 2030 sembra essere una mera utopia, soprattutto se a minare quest’obiettivo è il Paese che più si era impegnato nel portare avanti l’avanzata della transizione ecologica. Tuttavia, i Verdi tedeschi hanno assicurato che, nonostante il ritorno al carbone, non ci sarà alcun scostamento dal progetto ecologico iniziale.

La situazione della Germania, tuttavia, resta piuttosto complessa, in quanto il Paese governato da Olaf Scholtz importa circa il 55% del suo gas dalla Russia di Putin (ora però sceso al 35% a causa dei tagli al Nord Stream 1). Secondo il governo tedesco, però, sarà possibile abbassare ulteriormente questa percentuale al 10% entro l’estate del 2024.

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