Crisi energetica, siamo al primo allarme. E al terzo sarà troppo tardi

Anche in Italia la situazione rimane preoccupante e la crisi energetica richiede degli interventi: quali sono le fasi dell’emergenza

Così come la Germania, anche l’Italia ha grande timore di rimanere senza rifornimenti di gas. E’ iniziata la manutenzione al gasdotto Nord Stream, che bloccherà le forniture per dieci giorni, ma si teme che il Cremlino opti alla fine per una proroga dello stop, in risposta alle sanzioni arrivate da Bruxelles. Quel che preoccupa è soprattutto lo sguardo verso la stagione invernale, con Eni che ha appena annunciato il taglio da parte della Russia di un terzo delle forniture.

“Gazprom ha comunicata che per la giornata di oggi fornirà a Eni volumi di gas pari a circa 21 milioni di metri cubi al giorno, rispetto a una media degli ultimi giorni pari a circa 32 milioni di metri cubi al giorno”. La sensazione di un taglio totale delle forniture è sempre più forte e il governo sta già cominciando a riflettere sulle misure da adottare.

Crisi energetica, le fasi dell’emergenza

La chiave deve essere per forza quella di ridurre i consumi sia per il riscaldamento di abitazioni e uffici che per le strade, con queste ultime che potrebbero rimanere illuminate molto di meno rispetto a prima. Verranno poi sfruttate al massimo le centrali a carbone, nonostante la loro chiusura fosse prevista fra tre anni. Per ora siamo nella prima fase di allarme, chiamata “early warning“, ma potrebbe non volerci molto per raggiungere le fasi successive.

Si prevede che già nelle prossime settimane si possa passare alla fase di “alert“, con un eventuale peggioramento della situazione all’improvviso. Parliamo di una chiusura totale immediata delle forniture o di qualche evento climatico favorevole. La fase più critica, quella d’emergenza, si verificherà “quando la fornitura di gas è insufficiente a soddisfare la domanda e si attiva in caso di una di sei condizioni che vanno dai giorni consecutivi di allarme al raggiungimento del limite di volume erogato oltre il quale si verifica l’utilizzo dello stoccaggio strategico”, come spiega il Sole 24ore.