Ogni somma che passa sul tuo corrente attira il Fisco, dicono i giudici, ed è giusto così

Ecco come si è espressa la Corte di Cassazione sui guadagni che passano sul tuo Conto corrente e su cosa può fare il Fisco

Secondo quanto riportato nel Testo Unico sulle imposte e sui redditi i movimenti di denaro che interessano il conto corrente di un soggetto (in particolare gli importi ricevuti) sono da considerarsi redditi. in virtù di questo, secondo le norme, devono essere tassate nel caso in cui queste non vengano inserite nella dichiarazione dei redditi.

ANSA/ALESSANDRO BIANCHI/ARCHIVIO

Dovrà essere il cittadino contribuente, interessato del movimento di denaro sul proprio conto, a dimostrare che i pagamenti ricevuti sono redditi da inserire nella dichiarazione dei redditi. Ecco, quindi, come si è espressa la Corte di Cassazione sui guadagni che passano sul tuo conto corrente e su cosa può fare il Fisco.

Conto Corrente: ecco cosa dice la Corte di cassazione

Quando vi sono movimenti di denaro sul proprio conto corrente, deve essere il contribuente stesso a dimostrare che quegli importi non possono essere tassati. Questo può avvenire quando il denaro ricevuto deriva da una donazione oppure è correlabile con redditi già tassati (ad esempio vincite alla lotteria). Tuttavia, dovrà essere dimostrato con documentazione fiscale adatta.

A chiarire questo aspetto delicato è stata la stessa Corte di Cassazione. Secondo quanto riportato nella sentenza, tutti gli importi ricevuti sul conto corrente di un soggetto devono essere considerati redditi e, quindi, tassati. Ancora una volta, quindi, dovrà essere il contribuente a dimostrare, grazie ai documenti fiscali, che gli importi sono esentasse.

(Pixnio)

È importante ricordare che ad oggi non esistono tetti di prelievo per i cittadini. Questo vuol dire che il contribuente potrà prelevare una quantità di denaro anche elevata in un solo giorno senza dover per forza avere a che fare con il Fisco. Saranno i prelievi maggiori di 10.000 euro al mese, infatti, ad essere segnalati, ma da parte dell’Unità di informazione finanziaria.

Tuttavia, ci sono delle eccezioni. Gli imprenditori, infatti, non possono superare il tetto limite di 1.000 euro al giorno, in caso contrario potrebbero ricevere controlli da parte del Fisco. Per evitare ciò, sarà l’imprenditore stesso a dover dimostrare i motivi del prelievo e come verranno utilizzati i soldi prelevati.

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