Bonus prima casa: perché possono costringerti a restituire i soldi

Ecco quando il bonus prima casa può decadere o essere ridotto e quando sei costretto a restituire i soldi ricevuti

C’è la possibilità che il bonus prima casa possa decadere o venire ridotto quando la casa interessata viene consegnata in usufrutto entro i primi cinque anni dall’acquisto. Ogni tipo di cessione dell’immobile, spiega l’Agenzia delle Entrate, può portare al decadimento del bonus che prevede uno sconto fiscale.

(Ansa/ Immobiliare.it)

Secondo l’Agenzia delle Entrate, infatti, ci sono delle regole da rispettare, chiarite con l’interpello n.441 del 30 agosto 2022.  Nella nota si discute del caso di un possibile contribuente che risiede all’estero o che è iscritto all’AIRE e che ha deciso di acquistare un immobile nel 2021.

Ecco come possono costringerti a restituire i soldi del bonus prima casa

Secondo l’articolo 1 della nota 2-bis del DPR 131/1986, l’usufrutto che avviene prima dei cinque anni dal momento in cui l’abitazione è stata acquistata comporta la decadenza del bonus casa. inoltre, sarà obbligatorio versare le imposte di registro con una maggiorazione pari al 30%. Con conseguente decadimento del beneficio.

La misura in cui viene perso il beneficio, secondo quanto stabilito dalla risoluzione n.213/E/2007, deve essere relazionata a quello che è il valore del diritto parziario ceduto entro i cinque anni. Quando vi è un acquisto di un immobile di proprietà con pieno diritto e con cessione di diritto parziario di nuda proprietà, abitazione, uso o usufrutto entro i cinque anni dal momento dell’acquisto, la decadenza al bonus deve essere correlata e quantificata in rapporto al diritto ceduto.

(FERRARI/ANSA/PAT)

La stessa possibilità dovrà essere presa in considerazione quando si ha davanti un caso di costituzione del diritto di usufrutto a tempo determinato. Anche in questo caso, quindi, la decadenza dell’agevolazione fiscale dovrà essere in relazione al diritto che è stato invece ceduto.

In caso di cessione dell’immobile in esame entro e non oltre i cinque anni dal momento dell’acquisto è possibile calcolare le imposte e le sanzioni da versare. È necessario quindi fare la differenza tra la tassazione ordinaria e quella agevolata che è stata prevista dal bonus, con una maggiorazione relativa alla sanzione del 30%, oltre agli interessi legali. Dunque, si potrà calcolare la base imponibile relativamente al valore dell’usufrutto a tempo determinato.