Bollette alle stelle, ora sarà più difficile trovare lavoro

I rincari di energia avranno conseguenze importanti anche sull’occupazione. Con le bollette alle stelle sarà più difficile trovare lavoro

A quanto pare il caro energia non sarà un problema che riguarderà solo il prezzo delle bollette e del gas. L’effetto domino che potrebbe scaturire dalla situazione dei prezzi di luce e gas, infatti, potrebbe essere devastante e ripercuotersi, oltre che su famiglie e imprese, anche sugli aspiranti lavoratori.

ANSA / MATTEO BAZZI

Come sempre, infatti, una crisi economica che riguarda i prezzi di beni di consumo e, in questo caso, anche di energia, si ripercuote sulla vita di imprese e cittadini. I rincari di energia, infatti, avranno conseguenze molto importanti per quanto riguarda l’occupazione lavorativa. Con le bollette alle stelle sarà infatti molto più difficile trovare lavoro.

A causa delle bollette alle stelle trovare lavoro sarà più difficile

Parte l’allarme di Confartigianato che mette in guardia sulle conseguenze dell’aumento dei prezzi dell’energia. A causa delle bollette alle stelle, trovare lavoro sarà più difficile e questo perché sarebbero in pericolo imprese di circa 43 settori, tra farmaceutico, vetro, ceramica, tessile, ecc.

In Lombardia sono circa 140 mila le aziende in difficoltà, con oltre 751 mila lavoratori coinvolti. Meno accentuata ma sicuramente più grave la situazione nel Lazio, dove ad essere a rischio sono 79 mila imprese e 304 lavoratori. Secondo i dati rilasciati dal Sistema informativo Excelsior, sarebbero due mila in meno i lavoratori ricercati dalle imprese, ovvero 524mila.

A soffrire maggiormente è il settore della manifattura, che ha fatto registrare un -13,6%: tradotto, una perdita di circa 15mila posti di lavoro rispetto allo stesso mese del 2021. Ma ad essere in difficoltà è anche il commercio, con un 30% in meno e 25mila lavoratori in meno rispetto all’anno scorso.

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In pesante sofferenza anche le aziende metallurgiche (-27,4%), le industrie dell’abbigliamento e tessili (-31,8%), le aziende dell’elettronica e della meccanica (-18,2%) e quelle della carta (-11,4%).

Tuttavia, secondo Simone Mirani, manager di Crif Ratings, “Le aziende che hanno effettuato un’adeguata provvista finanziaria nel 2020-2021 – dice – potranno disporre di un vitale polmone di liquidità”. Intanto, Crif riferisce che gran parte dei settori economici del Paese registrerà un fatturato 2022 maggiore rispetto agli anni della pandemia, grazie anche all’effetto dell’inflazione del 9%.