Rendita a vita: così se hai accudito un anziano puoi fare a meno della pensione

Fa discutere il caso di un’infermiera che ha accudito un anziano per poi ottenere una rendita a vita. Ecco che cosa è successo

Il caso riguarda un imprenditore sanitario che sarebbe stato ingannato per circa sei anni da un’infermiera di 57 anni. La storia ha dell’incredibile, ma a raccontarla, e renderla più che credibile sono le frasi di una collaboratrice di Mario Di Carlo, la presunta vittima di questa vicenda.

(Flickr)

Secondo le informazioni, l’imprenditore sanitario sarebbe stato raggirato per sei anni, dal 1009 al 2015, da un’infermiera di 57 anni, Antea Placida Retta. La donna avrebbe accudito l’anziano fino alla sua dipartita, per poi ottenere una rendita facendosi nominare erede universale. Ecco che cosa è successo e come ha fatto ad ottenere una polizza di 125 mila euro a settimana.

Infermiera ottiene una rendita a vita, dopo aver accudito un anziano

Dopo la morte di sua moglie, l’imprenditore sanitario, Mario Di Carlo, “era cambiato”. Secondo le indiscrezioni, un’infermiera, Antea Placida Retta avrebbe accudito l’uomo per poi raggirarlo e farsi intestare un appartamento in Largo del Nazareno. La donna si era fatta addirittura intestare un appartamento, situato in Largo del Nazareno.

Inoltre, era riuscita ad ottenere una polizza sulla vita di circa 3 milioni di euro, mentre ogni settimana riceveva un importo in denaro di circa 125mila euro. Secondo alcune indiscrezioni, grazie al denaro ricevuto, la donna elargiva anche donazioni per alcuni dei suoi famigliari. Tuttavia, ora l’infermiera che accudiva l’uomo è accusata di circonvenzione di incapace, insieme a Gino Cerroni, autista dell’imprenditore.

L’uomo, pentito di ciò che ha fatto, aveva avvisato di ciò che stava succedendo, vedendosi poi arrivare una denuncia.

(Ansa/ Immagine d’archivio)

Secondo i resoconti, l’imprenditore conobbe l’infermiera nel periodo in cui sua moglie era ricoverata in ospedale. Tuttavia, sempre secondo quanto riportato dalle varie fonti, la donna avrebbe iniziato ad approfittarsi dell’uomo non appena questo avesse iniziato a manifestare sintomi di demenza senile.

Per l’accusa, la donna avrebbe ottenuto alcuni vantaggi, riuscendo a far modificare il testamento direttamente all’uomo e riuscire ad essere nominata come erede universale, escludendo quindi i nipoti. Inoltre, avrebbe ottenuto il riconoscimento per un appartamento in Largo del Nazzareno, per un valore di circa 2 milioni e mezzo di euro.