Bollette, perché i soliti continueranno ad arricchirsi sulle nostre disgrazie

Gli interventi del governo non basteranno ad affrontare la crisi delle bollette. Ecco perché i soliti continueranno ad arricchirsi sulle nostre disgrazie

La crisi energetica entrerà nel vivo all’inizio dell’autunno, quando i consumi energetici aumenteranno spropositatamente a causa della necessità di riscaldamento. Tuttavia, la guerra in Ucraina, la decisione di Putin di tagliare i rifornimenti energetici e le continue speculazioni dei mercati, hanno fatto schizzare in alto il prezzo del gas.

(Ansa/ Alessandro Di Marco/ Immagine d’archivio)

A questo proposito, la Commissione europea ha deciso di stilare un piano ad hoc per diminuire i consumi e far fronte al rincaro dei prezzi. La proposta è inoltre quella di utilizzare gli extraprofitti delle società energetiche. Tuttavia, i dubbi sono molti e c’è chi pensa che gli interventi non basteranno ad affrontare la crisi delle bollette.

Ecco perché gli interventi per fermare la crisi delle bollette non sono sufficienti

La Commissione europea ha fatto delle proposte per affrontare la crisi delle bollette, ma molti analisti concordano nel dire che potrebbe non essere sufficiente per aiutare davvero le famiglie. Tra le proposte fatte vi è quella di imporre un tetto sui ricavi dei venditori di elettricità, in modo da dirottare una parte dei guadagni ai consumatori.

Un’altra proposta è quella di chiedere un contributo di solidarietà alle imprese di energie fossili per il 2022-2023. L’idea è quella di ottenere un contributo del 33% degli extra profitti ottenuti dall’inizio della crisi, con l’obiettivo di ricavare almeno 25 miliardi per i Paesi dell’Unione.

(Ansa/ Cesare Abbate/ Immagine d’archivio)

Tuttavia, secondo Edoardo Traversa, docente di diritto fiscale dell’Unione Europea all’Università UcLouvain, vi è un evidente problema per l’applicazione di questo contributo. Secondo il docente, infatti, la Commissione europea non ha una competenza fiscale diretta e, quindi, sarà necessario “adottare una direttiva che obbliga gli Stati ad applicare un’imposta sui profitti extra”.

Ad oggi, infatti, non è ancora chiaro come le metodologie di attuazione del “contributo” (che altro non è che un’imposta). Si pensa al modello italiano adottato da Mario Draghi, ma che comunque ha visto una grande difficoltà a raccogliere gli importi. Secondo alcuni analisti, infatti, la norma sugli extraprofitti sarebbe discriminante, in quanto applicata solo sulle imprese energetiche. Dunque, appare il quadro per l’attuazione del piano di aiuti energetici diventa sempre più complesso e a pagare saranno comunque le famiglie.