Pensioni, dopo tante parole ci attende una brutta sorpresa

Finite le chiacchiere, il prossimo governo si ritroverà a dover affrontare enormi difficoltà per quanto riguarda il tema delle pensioni

Non sarà una “luna di miele” quella del prossimo governo subito dopo il suo insediamento. Chiunque vinca, infatti, dovrà fare i conti con il problema delle pensioni con un’attenzione in particolare alla brutta sorpresa in arrivo.

FRANCO SILVI/ANSA

La nuova riforma delle pensioni dovrà essere varata al più presto per evitare tensioni sociali importanti. D’altronde, il sistema previdenziale italiano è il secondo più caro in Europa e il bacino di cittadini che ne sono interessati è enorme. Tuttavia, la situazione appare molto complessa e il prossimo esecutivo dovrà passare dalle chiacchiere ai fatti.

Sempre meno soldi per le pensioni, mentre l’inflazione avanza

Non sarà di certo un tema facile da affrontare per il prossimo governo quello delle pensioni. L’indizio è arrivato dalla stessa Giorgia Meloni, leader del partito candidato ad una possibile vittoria, che ha cercato di abbassare le pretese dei suoi alleati di coalizione sulle spese per una nuova riforma.

Mentre Berlusconi spinge per aumentare le pensioni minime a 1000 euro, Salvini ha issato la bandiera di Quota 41 per cancellare definitivamente la Legge Fornero. A mettere i bastoni tra le ruote ai “sogni” elettorali di leghisti e forzisti è l’attuale situazione finanziaria e l’insorgere di una gravissima inflazione, che potrebbe arrivare anche fino al 10%.

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A causa della pesante inflazione, infatti, è attesa una rivalutazione degli assegni più elevata nel mese di gennaio. Si attende, infatti, un adeguamento del 100% per gli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo e del 75% per quelli superiori a cinque volte. Con il problema dell’inflazione, i costi per l’Inps potrebbero arrivare a 25 miliardi di euro.

Una cifra che costringerebbe il prossimo esecutivo a fare i conti con una brusca realtà: non ci sarebbero i soldi sufficienti per realizzare le riforme pensionistiche.

In questi anni l’incidenza della spesa per il pagamento delle pensioni è aumentata dal 15,7% al 16,2%. Dunque, superare la Legge Fornero vorrebbe dire utilizzare ancora più risorse economiche per permettere ai lavoratori di andare in pensione in anticipo. Ma la domanda è: chi ci presterà i soldi che ci servono?