200 mila Pensioni INPS pignorate: cosa sta accadendo in Italia

Aumentano le difficoltà dei pensionati: sono circa 200 mila le Pensioni pignorate. Ecco che cosa sta succedendo in Italia

Sono ormai mesi che scriviamo dell’imminente arrivo della crisi economica, causata in particolar modo da una crescente inflazione e dall’aumento dei costi dell’energia. È bastato l’arrivo della prima bolletta per gettare in crisi migliaia di cittadini e imprese italiane. I costi crescenti hanno impattato duramente sulle finanze degli italiani, che ora sono in difficoltà con i pagamenti.

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Tra le categorie particolarmente colpite vi sono certamente i pensionati. Sono circa 200 mila le Pensioni pignorate in Italia. Aumentano, infatti, i morosi e debitori per affitti e bollette. Ecco che cosa sta succedendo.

Con la crisi delle bollette aumentano le difficoltà. Oltre 200 mila Pensioni Inps

Era lo spauracchio degli ultimi mesi, ma da alcuni giorni è realtà. La crisi dell’energia si è abbattuta sul nostro Paese e da alcune settimane si moltiplicano segnalazioni di bollette astronomiche e praticamente impossibili da pagare.

Sarebbe circa 200 mila le pensioni pignorate in Italia a causa di morosità e mancati pagamenti. A fornire il dato è l’associazione Favor debitoris, da sempre in campo per dare un sostegno ai cittadini che hanno a che fare con pesanti debiti. Con il nuovo decreto aiuti, il limite di impignorabilità delle pensioni è stato innalzato da 700 a 1000 euro, indice di quelle che sono le difficoltà dei cittadini.

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A rendere tutto più difficile per milioni di famiglie è il pagamento del mutuo o dell’affitto della casa, a cui adesso si sono aggiunte anche le spese delle bollette. “Le esecuzioni e i pignoramenti – dice il fondatore di Favor debitoris – sono frutto dell’impoverimento del ceto medio”. Inoltre, secondo Pastore “è probabile che con l’aumento delle bollette questi dati possano esplodere nel corso del 2002 e del 2023”.

Per arginare la grave situazione in cui versano migliaia di pensionati (che iniziano a vedersi pignorati i propri assegni), associazioni e società civile chiedono sostegni tempestivi. “È importante supportare le fasce deboli della popolazione, come i pensionati – chiede Sciarrone Alibrandi, prorettrice dell’Università Cattolica – che risultano essere i più esposti a uscite crescenti”. Viene quindi vista positivamente la modifica della soglia limite per quanto riguarda i pignoramenti degli assegni pensionistici.