Pensioni, tre strade per evitare la Fornero

Per evitare il ritorno della Legge Fornero si aprono tre strade: scopriamo insieme quali sono.

Giorgia Meloni, dopo la vittoria alle ultime elezioni tenutesi il 25 settembre scorso, dovrà far fronte ad una serie di sfide che non riguardano solamente la crisi energetica e i rialzi sulle bollette ma anche le pensioni.

Il ritorno della Fornero / Foto Ansa

Come molti di voi già sapranno, con la fine del 2022 ci si troverà dinanzi ad una serie di scadenze che riguardano Quota 102, Ape Sociale e Opzione Donna. Chiaramente, sarà necessario un intervento da parte del nuovo Governo di Giorgia Meloni se si vuole evitare il ritorno alla Fornero.

Pensioni, i timori dei sindacati e le alternative alla Fornero

I sindacati si sono detti già fortemente preoccupati per quelle che potrebbero essere le conseguenze. Stando a quanto paventato dai presidenti di Cisl, Cigil e Uil, infatti, la contemporanea scadenza dei tre sistemi di uscita dal lavoro darà vita ad un incremento di quella è la soglia prevista per il pensionamento, passando dai 62 anni di età prevista da Quota 100 ai 67 anni.

In ogni caso, una alternativa al ritorno della Fornero sarebbe rappresentata da Quota 41 su cui si è pronunciato a favore anche il leader della Lega, Matteo Salvini. In particolare, questo sistema garantirebbe l’uscita dal lavoro a 62 anni, tuttavia, il costo per lo Stato sarebbe particolarmente alto.

Il ritorno della Fornero / Foto Ansa

L’INPS infatti ha reso noto che stando ad alcune stime si arriverebbe a spendere tra i 13 e i 14 miliardi di euro. Si tratta sicuramente di un costo proibitivo che dovrà spingere Giorgia Meloni a cercare delle soluzioni meno oneroso prima della fine dell’anno. Come detto poc’anzi infatti a gennaio 2023 non saranno più in vigore i tre canali di uscita tra cui rientra Quota 102. Questa in particolare consente di uscire dal mondo del lavoro a 64 anni di età con 38 anni di contributi.

Ancora, c’è pensione Opzione donna che dà la possibilità di andare in pensione alle lavoratrici dipendenti che abbiano raggiunto nel 2021 i 58 anni d’età e 35 anni di contributi, mentre nel caso delle lavoratrici autonome la soglia sale a 59 anni di età. Infine, c’è l’Ape Sociale che viene erogata a coloro che raggiungono i 63 anni di età con, in base ai casi, 30 o 36 anni di contributi. Questa indennità viene corrisposta a soggetti precisi come ad esempio coloro che assistono un familiare disabile.