Ritorno della Fornero, ora le pensioni anticipate sono davvero a rischio

La Legge Fornero regolerà il sistema delle pensioni ancora a lungo: il motivo per cui non si può superare

Negli ultimi anni sono stati in tanti a parlare di cancellazione, o quanto meno di sospensione, per quanto riguarda la Legge Fornero. Ciò nonostante ancora oggi si applicano le disposizioni del lontano 2011 in tema di pensioni, seppur con qualche eccezione rivolta a una platea comunque ristretta di persone. Di una nuova possibile cancellazione della legge si è tornati a parlare con la vittoria del centrodestra.

Elsa Fornero
Foto ANSA

Il superamento della norma è infatti un punto cardine del programma di Matteo Salvini, e anche Giorgia Meloni che aveva votato la Fornero, ora appare più prudente a riguardo. Ma perché questa riforma non può essere superata? Come specificato dalla Ragioneria di Stato, questa da sola vale un terzo dei risparmi che verranno accumulati fino al 2060 e ha dato un enorme contributo alla stabilità del sistema pensionistico.

Ritorno della Fornero, ora le pensioni anticipate sono davvero a rischio

Ad oggi siamo ancora usufruendo dei vantaggi della Legge Fornero e pertanto cancellarla  vorrebbe dire depotenziare l’intero impianto nel miglior momento. Ciò anche perché la riforma serve a contenere i continui rialzi della spesa che dal 2012 è passata da 250 miliardi a 300 miliardi di euro. La spesa per le pensioni ora salirà del 17% e cancellare la legge richiederebbe misure ben più costose di Quota 100 e Ape Sociale.

In tre anni solo 380mila italiani hanno usufruito di Quota 100 e così non ci sono le basi per superare la legge. Ricordiamo inoltre che questa riforma, oltre a blindare il sistema di calcolo contributivo, ha anche rivisto al rialzo i requisiti per l’accesso alla pensione. Oggi per andare in pensione bisogna avere almeno 67 anni con 20 di contributi, oppure 42 anni e 10 mesi di contributi.

Giorgia Meloni
Foto ANSA

Al momento si avvicina a spingere fuori la riforma solo quota 41, che ha un costo di 5 miliardi, ma la sensazione è che fino al 2030 si andrà avanti con la Fornero, quando poi il passaggio al sistema contributivo permetterà di prendere nuove decisioni. Sulla discussione avrà peso anche l’opinione dell’INPS, che contesta da tempo la possibilità di estendere Quota 41 a causa dell’eccessivo costo che la misura avrebbe. In questo momento, in particolare, all’INPS sostengono che sia meglio risparmiare quei soldi per aiutare i cittadini contro il caro bollette.