Energia elettrica c’è un altro problema. E riguarda tre milioni di italiani

I problemi ai gasdotti russi non sono l’unica cosa che dovrebbe preoccupare gli italiani in sede di crisi energetica. Altri nostri partner commerciali dell’ambito stanno avendo problemi con i propri impianti, e questo potrebbe coinvolgere anche gli italiani, in quanto loro clienti.

La notizia della grossa perdita di gas nel mar Baltico del gasdotto Nord Stream 1 ha mandato nel panico molti paesi d’Europa, in primis la Germania. Tuttavia, questo non è l’unico problema di impianti con cui l’UE deve fare i conti. Un altro caso di manutenzione straordinaria che rischia di mettere in pericolo il mercato dell’energia arriva dalla Francia.

Casa senza corrente elettrica
Foto ANSA

Le centrali nucleari sono da moltissimo tempo il fiore all’occhiello del mercato dell’energia francese. Nonché uno dei motivi per cui la Francia ha risentito in maniera inferiore rispetto ad altri paesi della crisi del gas. La Francia produce molta energia dalle sue centrali nucleari, molta dalle quale viene venduta ai paesi vicini. In primis Spagna, Regno Unito, Svizzera e Italia.

Crisi del nucleare. I malfunzionamenti mettono a rischio la produzione

A partite da maggio sono stari spenti 12 reattori nelle centrali francesi per degli ampi lavori di manutenzione. A quanto pare erano state trovate delle crepe di 3 millimetri nelle strutture e si è dovuto intervenire immediatamente per evitare problemi. 3 di questi hanno riaperto l’attività pochi giorni fa, ma i restanti 9 sono ancora spenti e la produzione energetica è scemata immediatamente.

Questo è stato un duro colpo per la produzione energetica francese, trovatasi con una delle sua più solide colonne portanti ammaccata in piena crisi energetica. Il primo ambito a saltare in questa situazione è stato l’export. La Francia ha ridotto l’EDF, l’azienda nazionale francese che gestisce le centrali, ha ridotto l’export di energia verso i paesi confinanti per mantenere l’energia all’interno della Francia.

Centrale nucleare di Flamanville
Foto ANSA

Questo è n grosso problema anche per l’Italia, perché l’energia che compriamo dalla Francia energia sufficiente per rifornire per un anno 3,5 milioni di persone. Questa stretta sull’export da parte dello Stato francese potrebbe rappresentare un problema per il nostro paese, andando ad aggiungere un ulteriore tassello al già complesso quadro della lotta alla crisi dell’energia in Italia. I tecnici dell EDF sono fiduciosi che gli impianti possano tornare operativi già a gennaio 2023, ma il loro ottimismo è poco condiviso dal resto delle istituzioni, sia francesi che estere.