Cashback, in arrivo provvedimenti per i furbetti del rimborso

In arrivo la cancellazione con esclusione perenne dal programma per i furbetti dei micro pagamenti, che potrebbero rimanere fuori dai rimborsi.

Il Ministero dell’Economia è pronto a introdurre una stretta per il concorso cashback. Infatti, sarebbe in arrivo la cancellazione con esclusione perenne dal programma per i “furbetti” che ne hanno abusato oltremisura. Questo significherebbe, di conseguenza, la perdita del rimborso dei 150 euro e dei 1.500 del super cashback. Inoltre, è previsto uno stop alle micro transazioni. Ma facciamo un passo indietro.

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Se da una parte Mario Draghi starebbe pensando di eliminare il cashback, dall’altra dietro il sistema introdotto ai tempi di Giuseppe Conte ha trascinato con sé sia norme sia modi per raggiarle. Ad oggi, tuttavia, mancano delle norme che bloccano i “furbetti”. E’ anche vero, tuttavia, che diverse persone utilizzano sempre di più strumenti di pagamento elettronico, utilizzando sempre meno il denaro contante, automaticamente associato ad evasione fiscale. Gli italiani sono di fatto entrati nella logica del gioco e i consumi via carta, specie nel periodo natalizio, sono aumentati. Sono stati creati, parallelamente, appositi strumenti di denuncia che implicano l’intervento presso gli esercenti, con verifiche fiscali e quant’altro.

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Il bonus cashback è infatti una misura introdotta dall’esecutivo Conte volta a contrastare l’evasione fiscale. Il programma prevede un rimborso del 10% che può arrivare ad un massimo di 150 euro per gli acquisti effettuati tramite pagamento elettronici. L’obiettivo è spingere gli acquirenti ad evitare l’utilizzo del contante. Le transazioni elettroniche, infatti, sono tracciate e quindi meno tendenti all’evasione. Alla fine di ogni semestre è previsto tra l’altro un super cashback, dal valore di 1500 euro destinato ai primi 100 mila utenti che avranno registrato il maggior numero di transazioni nel semestre di riferimento.

Chi sono i furbetti del cashback? 

E’ iniziata così la corsa per ottenere il rimborso e sono iniziati anche i trucchi e i piccoli escamotage. Uno dei più usati è quello dei mini pagamenti. Ovvero transazioni minime ma maggiori, così da accumulare “punti”. Dall’inizio dell’anno sono stati diversi gli episodi di questo tipo, in particolar modo quelli relativi ai distributori di benzina. L’ultimo, in ordine di tempo, è avvenuto a Mortara, in provincia di Pavia, dove un individuo ha effettuato un rifornimento di 60 centesimi con 6 transazioni da 10 centesimi. Il gestore, di conseguenza, ci ha rimesso in termini commissioni, più elevate dell’incasso.

C’è poi la questione relativa agli acquisti online. Su Amazon ma anche nei grandi supermercati è possibile acquistare delle carte di debito con credito precaricato, appartenenti al circuito Visa o Mastercard. Per poter rientrare in classifica, è possibile acquistarle con carta di credito precedentemente registrata sull’app Io. Si ottiene così il 10% di rimborso sulla transazione effettuata. In seguito si può registrare la carta usa e getta sull’app Io, così da poter beneficiare di un ulteriore 10% di cashback. Il rimborso, in questo caso, aumenta al 20%. Infine, un altro trucco utilizzato è quello del reso. L’app Io, infatti, non rileva la restituzione della merce ma solo il pagamento!

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