Recovery Fund, cos’è e come funziona il piano per la ripresa

Il Recovery Fund è il il piano di recupero europeo studiato dopo l’emergenza Coronavirus. Ma a cosa serve e come funziona?

Del Recovery Fund si parla con insistenza da un anno anche se, sul tema, rimane ancora oggi molta confusione. Con il Coronavirus e l’emergenza economica che ha travolto letteralmente l’Italia e gli altri Stati europei, sono diventate parole di uso quotidiano Mes, Recovery Fund, Recovery Plan. Argomenti forse più affini agli economisti ma in cui ciascuno di noi, almeno una volta in questo anno, si è imbattuto. Lo strumento europeo punta alla necessità di adottare soluzioni condivise per il recupero economico dopo la crisi. Ma cerchiamo di capirci meglio.

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Letteralmente, l’espressione Recovery fund significa “fondi di recupero”. Si tratta, in sostanza, di un fondo per la ripresa, ritenuto necessario e urgente per far fronte alla crisi scatenata nel 2020 dal coronavirus. L’ormai ex Premier Giuseppe Conte lo ha definito una svolta epocale per l’Unione Europea, vedendo nello strumento un rafforzamento della sua entità comunitaria e dell’Ue in generale. L’Italia è stata in prima fila nel richiedere l’introduzione del Recovery, per far fronte alla dura crisi economica post Coronavirus. Al termine del Consiglio Europeo del 23 aprile 2020 durante il quale i leader UE hanno convenuto di lavorare per la creazione del fondo, Conte specificava che con esso sarebbero stati finanziati “tutti i paesi più colpiti, tra cui l’Italia“. Sarebbe stata così assicurata una ripresa europea omogenea preservando il mercato unico.

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Nonostante i primi ostacoli posti da Ungheria e Polonia e la complessità delle trattative che si sono susseguite nei mesi, è stato poi raggiunto l’accordo tra i 27 Stati membri. Durante il Consiglio Europeo del 10 dicembre, dopo il ritiro del veto ungherese e polacco, il budget dell’UE è stato approvato e con esso anche le risorse aggiuntive da destinare al fondo per la ripresa.

Come funziona

Il Recovery funziona tramite l’emissione di recovery bond, con la garanzia del bilancio UE.
La liquidità raccolta viene distribuita ai paesi membri maggiormente colpiti. Per ottenere il piano, è stato richiesto a tutti i paesi coinvolti di presentare un piano nazionale di ripresa e resilienza, nel quale si illustra in che modo si ha intenzione di utilizzare i fondi. Complessivamente, il Recovery fund consiste in un piano da 750 miliardi di euro ( la “potenza di fuoco”, diceva Conte) reperiti attraverso l’emissione di debito garantito dall’Unione Europea. I fondi sono articolati in390 miliardi di euro di sovvenzioni e 360 miliardi di euro di prestiti. Gli obiettivi sono quelli della crescita potenziale, della creazione dei posti di lavoro e della capacità dello Stato di reagire dal punto di vista economico e sociale. I fondi saranno erogati solo se gli obiettivi concordati nel piano saranno raggiunti.

Il PNRR

Il Governo italiano ha approvato il progetto di PNRR nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2021. Il piano si articola in sei missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Sono queste le aree di intervento, articolate in 47 linee mirate soprattutto a progetti trasformativi. Il Recovery fund italiano prevede l’allocazione di circa 210 miliardi di euro, suddivisi in 144,2 miliardi di euro per i nuovi progetti e 65,7 miliardi di euro ai progetti in essere.

Agli investimenti pubblici sono destinati il 70% degli incentivi; il 21% è invece la quota riservata agli investimenti privati. Il 70% delle sovvenzioni deve essere impiegato entro il 2022 e speso entro il 2023; Il 30% delle sovvenzioni: speso tra il 2023 e il 2025.

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