Conti correnti nel mirino delle banche: dopo la mossa della Bce le spese lievitano

I conti correnti sono ormai bersagliati da tasse, a causa soprattutto delle mosse della Banca centrale Europea.

Fineco, Unicredit e Ing con il Conto Arancio hanno comunicato ai propri clienti un aumento dei costi di gestione o la chiusura dei conti, nel caso in cui la liquidità non verrà investita sui mercati finanziari. L’aumento dei costi e le tasse premono sempre di più sui conti correnti e pensare ad un conto con zero spese è ormai un miraggio. Dietro le operazioni di prelievo che facciamo ormai quotidianamente, ci sono spese e costi che, se sommati, possono rappresentare un surplus aggiuntivo di spesa. Senza dubbio, l’introduzione del bancomat ha agevolato la quotidianità di ciascuno di noi, evitando tempi e attese di fila agli sportelli e rendendo il prelievo flessibile e rapido. Eppure, qualsiasi cosa ha un costo e ciò che è reso più facile, talvolta, può significare essere più costoso.

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Secondo un’indagine del 2018 di SosTariffe.it, i clienti delle banche online che effettuano prelievi presso un ATM hanno visto crescere del 20% circa il costo dell’operazione. Nel caso degli istituti di credito tradizionali, l’incremento è stato del 5%. La faccenda si complica nel caso di prelievi bancomat all’estero. Secondo lo studio, il prelievo allo sportello in eurozona è vantaggioso almeno del 30% rispetto al bancomat dei conti tradizionali e del 96% rispetto alla carte di credito.

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E’ un dato di fatto, quindi, che le tasse aumentano sempre di più e le ultime manovre degli istituti bancari sembrano confermare il trend in aumento. La decisione si spiega con gli attuali tassi negativi che non consentono di fare fronte ai costi derivanti dai liquidità ferma sui conti. Dietro, ci sono le decisioni della Banca centrale europea che penalizzano i risparmiatori. I tassi di interesse, infatti, sono stati abbassati per facilitare la crescita e quindi consentire più presti e la circolazione di denaro. Le Banche, infatti, depositano la liquidità in eccesso presso l’istituto di Francoforte al tasso di -0,50%. Per recuperare le somme perdute, si attaccano i conti correnti.

Cosa è aumentato

Secondo un’indagine di Bankitalia del 2020 riportata da Il Giornale, il costo annuo per un conto è aumentato mediamente di 88,5 euro rispetto al 2019. Sono aumentati in particolare gli gli assegni, i prelievi bancomat, i bonifici e i canoni annui ( quindi le spese fisse). Poco meno di un terzo è relativo alle spese variabili. Aumenteranno quindi i prelievi allo allo sportello o al bancomat, e di conseguenza anche le spese sui conti correnti. Nella lista rientrano anche i bollettini per il pagamento di Tari, bollo auto e altre tasse le cui commissioni variano da 1,50 a 3,50 euro. Per questo, le banche introdurranno una “nuova tassa” sui conti correnti per evitare perdite con la Banca centrale europea.

Nuova patrimoniale?

In sostanza, la politica economica della Bce introduce quella che può essere considerata a tutti gli effetti una “patrimoniale mascherata” . Avere liquidità può rappresentare uno svantaggio proprio a causa dei costi. Dal prossimo anno, inoltre, non saranno più ammessi i pagamenti in contanti per un valore massimo di non oltre 999,99 euro.

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