“Pacco in arrivo sospeso”, attenzione all’ultima truffa via sms!

Attenzione alle truffe che circolano sul web o sui cellulari. “Pacco in arrivo sospeso” è l’ultima che corre via sms. 

Internet è pieno di opportunità ma anche di pericoli. I rischi e le truffe, specie sui conti correnti, sono ormai all’ordine del giorno. L’ultima è quella del “Pacco in arrivo sospeso”. Si tratta di messaggi, in arrivo sul cellulare, contenenti le dicitura: “Il tuo pacco sta arrivando, seguilo qui”; oppure “Paga per sbloccare il pacco” , unitamente ad un link che rimanda ad un sito dove viene richiesto di effettuare un pagamento per sbloccarne la visualizzazione. Come ha spiegato la questura di Forlì Cesena, dove sono stati segnalati vari episodi dai cittadini, “il messaggio di phishing si basa su un finto link di tracciamento delle spedizioni, molto simile a quello che inviano davvero i corrieri per tracciare le consegne” .

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Ovviamente, nessun corriere chiede mai soldi per tracciare la spedizione e questa è solo l’ultimo caso di truffe che si susseguono ogni giorno. Lo schema è pressoché sempre lo stesso. Una volta entrati sul sito web del link – solo apparentemente ufficiale – si richiede all’utente di inserire i propri dati e di procedere al pagamento della somma richiesta per sbloccare la propria consegna. Chiaramente, una delle prime cose da fare è eliminare il messaggio ed evitare di cliccare sul link in questione.

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Attenzione all’Iban!

Codice IBAN e i dati anagrafici sono dati personali. Alcuni di questi, sono particolarmente sensibili e, se messi a disposizione di chiunque, possono presentare diversi rischi. Meglio evitare, dunque. Anche se con l’IBAN le truffe sono improbabili. Vediamo perché.

L’IBAN –  codice alfanumerico al quale è associato il nostro conto corrente, che sia esso bancario o postale – in genere serve per ricevere soldi da altri soggetti ( come il pagamento dello stipendio). Si compone di 27 caratteri: “fissi” i primi due, che rappresentano il Paese di provenienza del conto; diverse le ultime dodici cifre che corrispondono al numero di conto corrente al quale è abbinato l’IBAN. Insomma, il codice serve per inviarci del denaro. Diversa la questione per i dati di accesso: attraverso sistemi di criptaggio è possibile risalire ad informazioni più dettagliati e, talvolta, sbloccare l’accesso a terzi ai nostri conti, permettendo operazioni di home banking. Attenzione, dunque, ad inserire dati in rete. Sempre meglio evitare. Le banche, o le poste, inoltre, evitano di chiedere dati personali per messaggio!

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