PNRR, cos’è il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza

Il PNRR si inserisce nell’ambito del Recovery Fund e prevede lo stanziamento di 750 miliardi di euro da dividere tra i diversi Stati. All’Italia ne spettano 248. 

Il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è stato approvato la sera del 24 aprile dal Consiglio dei Ministri e presentato da Mario Draghi alle Camere. L’Italia è la prima beneficiaria in Europa dei due strumenti del Next Generation UE che rappresenta, ha detto il Presidente del Consiglio, “un’opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme il cui scopo è quello di riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi decenni”. Ma cos’è il Pnrr?

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Il PNRR si inserisce nell’ambito del Recovery Fund, fondo europeo volto a risollevare l’economia dei Paesi dell’Unione colpiti dalla crisi del Coronavirus. Per poter avere accesso ai fondi, l’Italia e gli altri Stati membri hanno messo a punto un documento programmatico da inviare alla Commissione Europea, in cui si indica nel dettaglio come i Paesi intendono investire i fondi. Lo stanziamento complessivo è di 750 miliardi di euro, da dividere anche sulla base dell’incidenza che la pandemia ha avuto su ciascuna economia interna ai singoli Stati. All’Italia ne spettano 248.

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Le missioni 

Il testo, 337 pagine, è il resoconto del programma di investimenti che l’Italia intende avviare e da raggiungere entro il 2026, in modo da risollevare l’economia. Il PNRR è suddiviso in 6 missioni e 16 componenti, previa accettazione del documento da parte di Bruxelles a cui sarà inviato entro il 30 aprile. Vediamo quindi le 6 missioni:

  • digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura. Le risorse destinate a questa missione sono quasi 50 miliardi, di cui 41 finanziate con il Dispositivo Europeo e 8,5 con il Piano complementare nazionale, pari al 27% delle risorse totali del Piano.
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica: stanziati 68,6 miliardi. Tra i target da raggiungere, il riciclo dei rifiuti plastici e il recupero dei materiali impiegati nel settore tessile.
  • Infrastrutture per mobilità sostenibile e interconnessa: stanziati 31,4 miliardi per il potenziamento – tra le altre cose – dell’alta velocità e delle reti ferroviarie regionali.
  • Istruzione e ricerca: previsti 31,9 miliardi di euro. L’obiettivo è rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico.
  • Inclusione e Coesione: stanzia complessivamente 22,4 miliardi . Attenzione in particolare all’occupazione femminile, al potenziamento dei centri per l’impiego e nell’imprenditorialità femminile e con la creazione di un nuovo Fondo Impresa Donna.
  • Salute: l’obiettivo è garantire a tutti i cittadini l’accesso alle cure mediche e potenziare la rete di strutture e servizi sanitari. Sono 18,5 i miliardi stanziati per l’ultima missione.

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