Moratoria del credito, le novità: proroga al 31 dicembre e prestiti fino a 10 anni

Il decreto Sostegni bis conferma la proroga a fine anno dei finanziamenti con garanzia pubblica e ne consente anche l’allungamento da 6 a 10 anni senza  penalizzazioni sulla percentuale garantita.

Il decreto Sostegni bis approvato giovedì dal Consiglio dei Ministri dedica 9 dei suoi 40 miliardi al pacchetto credito e liquidità, e proroga la moratoria sui finanziamenti e l’intervento straordinario del Fondo di garanzia PMI fino al 31 dicembre 2021. Il Sostegni bis, ribattezzato decreto Imprese, Lavoro, Giovani e Salute, stabilisce che la sospensione delle rate non sarà automatica e varrà solo per la quota capitale dei finanziamenti. L’intervento sul Fondo di garanzia è invece più limitato: la copertura resta invariata in caso di allungamento oltre i sei anni dei finanziamenti già in essere e una riduzione limitata della garanzia per i nuovi prestiti richiesti dal 1° luglio.

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Il Decreto sostegni conferma la proroga a fine anno dei finanziamenti con garanzia pubblica e ne consente anche l’allungamento da 6 a 10 anni senza subire penalizzazioni sulla percentuale garantita. Per i prestiti già concessi da Sace e dal fondo per le Pmi  superiori a 30 mila euro la percentuale resta invariata ed è pari al 90% dell’ammontare garantito dal fondo per le Pmi. La conferma vale anche per le operazioni di ristrutturazione, anche se è necessaria una notifica alla Commissione europea.

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Nel caso di prestiti richiesti dopo il 30 giugno, la garanzia scende dal 100 al 90% per i prestiti entro i 30 mila euro; dal 90 all’80% per gli importi superiori a prescindere dalla durata prescelta. Per i nuovi prestiti entro i 30 mila chiesti dal primo luglio non è più previsto il tetto massimo fissato dalla norma al tasso di interesse. Per le moratorie , inoltre, è prevista la proroga a fine anno della sospensione solo per la quota capitale. La proroga delle sospensioni è stata estesa anche ai finanziamenti non rateali. L’ammontare complessivo delle moratorie garantite dallo Stato ancora in essere al 7 maggio era pari a 121 miliardi di euro, come comunicato mercoledì scorso dalla task force sulla liquidità.

Il decreto conferma l’introduzione per il 2021 di un credito di imposta, detta Ace Innovativa, per le imprese che decidono operazioni di aumento di capitale. L’agevolazione fiscale premia principalmente le operazioni di importo non eccessivo e le aziende di piccola e media dimensione.