Pensioni, via a 64 anni con 30 anni di contributi versati

Mario Mantovani, presidente di Manageritalia, è intervenuto sul tema delle pensioni ed ha proposto l’uscita dal mondo del lavoro con 64 anni e 30 anni di contribuiti versati dopo Quota 100. 

Si chiama Rita – Rendita Integrativa Temporanea Anticipata – e permettere di avere accesso alla pensione anticipata. A fine anno, infatti, Quota 100 si concluderà e al momento non si sa ancora cosa accadrà dopo. Le ipotesi in campo sono diverse, per evitare soprattutto un gap di ben 5 anni di età . Si pensa, ad esempio ad una sostituzione con Quota 102: il requisito dell’età passerebbe a 64 anni, mentre quello per i contributi rimarrebbe a 38 con non oltre due anni di versamenti figurativi. Non ci sarà così nessun taglio per l’assegno: le penalizzazioni sono incluse nel meccanismo del calcolo dei coefficienti di trasformazione, che riducono in modo automatico la pensione tutte le volte che si anticipa l’uscita dal lavoro.

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Un’altra proposta arriva da Pasquale Tridico, Presidente dell’Inps secondo cui chi decide di andare in pensione a 62-63 anni, avrà un assegno calcolato tramite sistema contributivo. Quando la persona che va in pensione in anticipo compirà 67 anni, l’assegno sarà dunque ricalcolato secondo i requisiti del sistema retributivo.

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Secondo Tridico, bisogna inoltre pensare ad una pensione anticipata, a 63 anni, per i lavoratori fragili. Si potrebbero usare i fondi di solidarietà, ossia fondi alimentati dalle stesse imprese con una contribuzione sullo 0,32% della retribuzione. Secondo Alberto Brambilla, esperto in previdenza, si potrebbero inserire fondi di solidarietà per industria, commercio, artigianato e agricoltura. In questi contesti potrebbe essere permessa un’uscita anticipata con 62 anni d’età e 35 di contributi versati. I sindacati, invece, insistono per Quota 41, che manderebbe in pensione anticipata uomini e donne a prescindere dall’età anagrafica, al raggiungimento della soglia dei 41 anni di contributi versati.

La proposta di Mario Mantovani 

Mario Mantovani, presidente di Manageritalia, ha proposto invece l’uscita dal mondo del lavoro con 64 anni e 30 anni di contribuiti versati dopo Quota 100. Nel corso dell’assemblea nazionale della Federazione dei dirigenti che si è tenuta nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato, Mario Mantovani ha lanciato la sua idea che andrebbe anche a vantaggio delle casse dello Stato. Il presidente di Manageritalia ha proposto un pensionamento anticipato con almeno 64 anni di età e 30 anni di anzianità contributiva così da avere un sistema sostenibile che “vada gradualmente a convergere verso un sistema puramente contributivo che tra qualche anno sarà il sistema di tutti”.