Partite IVA, cambiano le modalità di pagamento delle imposte: le novità

In arrivo una modifica delle Partite iva sui tempi di pagamento delle imposte che potranno avvenire mese per mese. 

Novità in arrivo per le Partite Iva. Infatti, è un arrivo una modifica per quanto riguarda il pagamento delle imposte. Come riferito dal viceministro all’Economia Laura Castelli, non si pagheranno saldo e acconto in due sole rate, ma i pagamenti avverranno mese per mese. In questo modo, ci sarà una diluizione delle cifre da versare nel percorso annuale, calcolato sugli effettivi incassi di ogni partita Iva. Del cambio di sistema sui pagamenti fatto di saldi e acconti si parla già da un po’. L’obiettivo dovrebbe essere quello di snellire e velocizzare i pagamenti. Del resto, proprio Castelli, ha definito il sistema di pagamento “ormai obsoleto”.

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Già ai tempi di Roberto Gualtieri si parlava di una riforma organica dell’Irpef e si ipotizzava un nuovo sistema basato sulla tassazione dei flussi finanziari, chiamata Cash flow tax, che avrebbe richiesto la determinazione dell’imposta da effettuare ogni mese sulla base del calcolo della differenza tra entrate e uscite. Il conguaglio sarebbe così avvenuto in sede di dichiarazione annuale.

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La notizia anticipata da Castelli è stata confermata anche dalla bozza del documento appena redatto dalle Commissioni Finanza di Camera e Senato in tema di riforma fiscale. La forma di pagamento mensile dovrebbe lasciare inalterato l’attuale meccanismo di determinazione dei saldi e degli acconti delle imposte in sede di dichiarazione annuale. Cambia, quindi, che i contribuenti potranno versare in sei rate mensili (o in unica soluzione) il saldo e il primo acconto delle imposte, e in altre sei rate mensili (o in unica soluzione) il secondo acconto.

Novità per autonomi

Un’altra novità riguarda gli autonomi in regime forfettario. Il Governo starebbe infatti valutando un’uscita graduale dalla flat tax al 15% per tutte le P.Iva con un fatturato maggiore di 65.000 euro. ” “Gli autonomi che sono in regime forfettario sono costretti da una soglia dalla quale una volta usciti pagano una percentuale troppo forte. Bisogna pensare a un’uscita graduale perché altrimenti rimani costretto in quella soglia che non ti permette di essere più grande”, ha spiegato Castelli.