Conti correnti, quali sono le operazioni che attirano l’occhio del Fisco

Bonifici dall’estero, transazioni di ingenti somme e trasferimenti di denaro inaspettati: ecco i movimenti su cui il Fisco getta l’occhio!

Anche se l’idea non ci piace affatto, tutti noi siamo costantemente tenuti sotto controllo dall’occhio del Fisco. L’Agenzia delle entrate dispone – o può avere facoltà – di rintracciare facilmente tutti i nostri movimenti bancari, senza lasciarsi sfuggire nulla. Tuttavia, ci sono operazioni su cui il Fisco si abbatte maggiormente, prestando maggiore attenzione a determinati tipi di operazioni che possono causare sospetto. Del resto, l’Agenzia delle entrate ha avviato da tempo diversi di operazioni antifrode per scovare gli evasori. Ci sono però delle operazioni su cui l'”occhio indiscreto” si sofferma maggiormente. Vediamo quali sono.

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Partiamo col dire che l’occhio del fisco è sempre presente nelle nostre vite e i conti correnti non passano indenni dai controlli. In particolare, i movimenti che attirano i controlli sono 3: prelievi, versamenti e bonifici. Il Fisco in generale presta attenzione ai movimenti di grandi flussi di capitali, prestando attenzione ai soldi che entrano in Italia e al trasferimento di denaro all’estero. Tuttavia, non c’è bisogno di grandi movimenti per incappare in sanzioni. Spesso e volentieri basta pochissimo per subire una sanzione fiscale, come un piccolo versamento non giustificato.

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In generale, il Fisco controlla e osserva tutti i conti correnti, senza prestare molta attenzione alla categoria a cui appartiene il contribuente e soffermandosi, invece, sui depositi bancari che generano sospetti. Quand’è che scatta l’accertamento fiscale? Alcuni casi frequenti sono, ad esempio:

  • movimenti di denaro effettuati con frequenza: non di rado, il Fisco esegue dei controlli incrociati sui redditi prodotti dal contribuente e su quelli collegati dei parenti. Proprio ai familiari, ad esempio, sono spesso riconducibili intestazioni di beni immobili e mobili e trasferimenti di denaro.
  • movimenti sul conto corrente riconducibili a reddito non dichiarato, partendo dal presupposto che il tenore di vita del contribuente non corrisponda ai redditi dichiarati. Secondo quanto stabilito dalla sentenza n. 18109 del 202, il Fisco può eseguire gli accertamenti fiscali sui redditi in nero e controllare i conti correnti dei parenti.
  • bonifici accreditati inaspettatamente: E’ possibile dichiarare le somme di denaro percepite inaspettatamente al Fisco e giustificare a mezzo di prova la provenienza del denaro esente, non tassabile. Altrimenti, in assenza di prova, il Fisco sanziona la somma di denaro ricevuta. Non bisogna dichiarare invece i rimborsi spese, le trasferte, i risarcimenti dovuti per danno morale, le donazioni.