Netflix condiviso, arriva la stangata da 25mila euro per i furbi

Scoperta una frode informatica contro Netflix che ha fatto finire sotto inchiesta due italiani: multa stratosferica da 25mila euro.

Netflix (foto Adobestock)
Netflix (foto Adobestock)

La truffa, ben congegnata, consentiva di craccare il programma e di trasmetterlo anche ad altri utenti, ma alla fine un’inchiesta approfondita ha consentito di scoprire il raggiro contro la piattaforma. I due responsabili sono due vicentini e un’altra decina di persone sparse su tutto il territorio italiano. Di fatto l’accusa non è solo di truffa, ma anche di violazione del diritto d’autore.

I due protagonisti, Lucia Bono di 38 anni e il suo compagno Antonio De Ruggiero di 36, hanno subito una perquisizione della Polizia Postale, che ha sequestrato tutto il materiale informatico. Tutto parte dal giro di vite del colosso dello streaming, che fino ad ora ha tollerato gli abbonamenti condivisi ed anche dei piccoli raggiri che hanno riguardato la distribuzione di prodotti. In realtà a breve non sarà possibile utilizzare lo stesso abbonamento per più utenti, e contemporaneamente è scattata una vera battaglia contro i pirati informatici.

Netflix pirata, indagini in tutta Italia

Netflix (foto Adobestock)
Netflix (foto Adobestock)

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I due vicentini avevano trovato il modo di craccare l’accesso alla app, quindi senza pagare un centesimo per godersi film e serie tv. Ora che sono stati scoperti dovranno pagare una cifra salatissima, ben 25mila euro. Ma non sono i soli indagati e colpevoli. Insieme a loro ci sono un’altra decina di italiani, ma sembra che in ambiti più ampi sia coinvolta anche la malavita organizzata, che rivende a basso prezzo tutti questi servizi grazie ad un efficace sistema che consente di superare le barriere protettive. Le indagini sono state allargate a diverse città, come Bari, Napoli, Roma e Milano.

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Nel capoluogo campano gli inquirenti hanno colpito una banda criminale che rivendeva sul web i diversi canali di streaming, compreso Netflix. Le indagini hanno fatto scattare degli arresti: tutti i fermati sono stati accusati di far parte di un’associazione a delinquere per la diffusione senza alcuna autorizzazione della cosiddetta internet tv, compresi Sky, Amazon e Nowtv, sfruttando la tecnologia Xtream Codes, con relative smartcard vendute a decine di clienti, che ora rischiano una multa terrificante, oltre che la denuncia.