Patentino per colf, badanti e baby sitter: cos’è e come fare per averlo

Il patentino sarà necessario da ottobre 2021. Ecco di cosa si tratta e come fare per avere la certificazione “doc”.

In arrivo il patentino per gli assistenti familiari. Dal mese di ottobre 2021 colf, badanti e baby-sitter, infatti, potranno sostenere un esame per ottenere un patentino che darà diritto di avere in busta paga dagli 8 ai 10 euro in più al mese. A certificare le competenze acquisite sarà EBINCOLF, Ente Bilaterale Nazionale del Comparto Datori di Lavoro Collaboratori Familiari, in base alle disposizioni della norma Uni 11766. Per accedere all’esame e guadagnare la certificazione Uni, colf, sarà necessario rispettare tre requisiti:

  • avere una conoscenza di base della lingua italiana;
  • aver frequentato un corso di formazione negli ultimi tre anni
  • aver lavorato in regola nell’assistenza familiare per almeno 12 mesi.

Leggi anche: Tampone molecolare: come funziona e dove farlo

I corsi, che saranno offerti a titolo gratuito, consisteranno in almeno 40 ore di formazione per le colf e 64 ore per le badanti e le baby-sitter. L’esame finale consisterà in una prova scritta e una orale, durante le quali verranno verificate le conoscenze, le competenze e le abilità dei candidati. Superato l’esame e ottenuto il patentino, i collaboratori domestici potranno godere dell’incentivo.

Leggi anche: Pagamenti online facili e sicuri senza carta di credito: ecco come

Più competenze nel settore 

L’obiettivo è accrescere la qualificazione e le competenze dei lavoratori domestici, grazie ad un ingente investimento di fondi europei nel potenziamento dell’assistenza domiciliare pubblica per gli anziani e per le persone non autosufficienti. Infatti, il Pnrr – Piano nazionale di ripresa e resilienza – destina a questo scopo 3,3 miliardi di euro. “L’obiettivo della certificazione Uni per il personale domestico è quello di innalzare progressivamente le competenze degli assistenti familiari, in modo che l’occupazione in questo settore diventi un’alternativa ricercata dai lavoratori e non un ripiego o un primo impiego per categorie meno tutelate”, ha spiegato Alessandro Lupi, vicepresidente di Assindatcolf, associazione datoriale.