Assegno alimentare di 1800 euro al mese per Palamara, il giudice espulso dalla Magistratura

Luca Palamara ha annunciato la candidatura alle elezioni suppletive per il parlamento a Roma, ma intanto percepisce un assegno alimentare di 1800 euro.

Luca Palamara
Luca Palamara

Nella capitale infatti il 3 e 4 ottobre ci sarà una tornata di voti per le amministrative per la città, con cui verrà eletto il nuovo sindaco, ma nel quartiere Primavalle si sarà una ulteriore scheda dedicata alle elezioni per la camera. L’ex magistrato ha confermato che sarà possibile esprimere sulla scheda anche il suo nome.

Palamara infatti ha annunciato la sua candidatura al collegio uninominale Monte Mario-Primavalle, forte del successo ottenuto dal suo libro intervista, in collaborazione con Alessandro Sallusti, intitolato “Il Sistema”. Come lo stesso ex presidente dell’ANM conferma, tutto è nato grazie alla pubblicazione, il cui grande successo di vendita, oltre 300mila copie vendute, lo ha spronato a prendere questa decisione. Palamara ha un grande appeal popolare e per questo ha scelto di concorrere in un quartiere difficile come Primavalle. Lui stesso ha raccontato di essere nato e cresciuto a Montesacro, ma di aver frequentato il quartiere quando giocava a calcio: per lui questa è una battaglia sulla giustizia.

Palamara è stato radiato dalla magistratura ad ottobre 2020 perché coinvolto in un’inchiesta per corruzione che scoperchiato il sistema di nomine nel CSM. La sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha accolto la richiesta della Procura generale della Cassazione, diventando il primo ex consigliere del CSM a subire questo provvedimento.

L’ex giudice Palamara vive con 1800 euro di assegno alimentare

Luca Palamara
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Palamara non è dispiaciuto della radiazione perché questa nuova situazione gli ha aperto nuove possibilità, come appunto scrivere un libro. Attualmente sta lavorando ad un seguito, quasi inevitabile dopo le oltre 300mila copie vendute. Questo volume nasce dagli incontri con Alessandro Sallusti, definito un “nemico” ai tempi di Berlusconi, ma ora diventato molto intimo. Per quanto riguarda la radiazione si è detto pronto a ricorrere alla Corte Europea per i diritti dell’uomo perché dichiara di non aver mai svenduto la sua funzione giudiziaria e che anzi la sua azione deve portare ad una riforma della giustizia.

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Intanto da luglio 2019 l’ex magistrato e riuscito a sopravvivere grazie all’assegno alimentare di 1800 euro al mese, che però è stato sospeso dopo la radiazione definitiva del 4 agosto, ma giura di non voler andare in Parlamento per percepire dei soldi.