Covid, chi si è ammalato rischia una decurtazione allo stipendio di 1000 euro

La quarantena non è più considerata una malattia e i lavoratori rischiano fino a 1000 euro di tagli di stipendio per due settimane.

Inps (foto Adobestock)
Inps (foto Adobestock)

Tutto nasce da un vuoto normativo, anche se non è escluso che la decisione sia stata presce coscientemente dal governo, ma rimane il fatto non è stata rifinanziata l’indennità di isolamento in caso di contatto con positivi. Questo comporta che quei lavoratori che non possono sfruttare il lavoro agile da casa rischierebbero il taglio dello stipendio per tutto il periodo, a meno che che il datore di lavoro non se ne faccia carico.

Tutto parte dall’articolo 26 del decreto legge 18 del 17 marzo 2020, proprio ad inizio di pandemia e nei primi giorni del lockdown che ha paralizzato l’Italia per oltre 2 mesi. Per coprire anche il periodo di  quarantena erano stati stanziati 663,1 milioni di euro. Questa tutela garantiva la validità, ai fini del riconoscimento dell’indennità previdenziale per l’anno 2020, delle certificazioni attestanti la quarantena con isolamento fiduciario redatte dai medici curanti anche nei casi in cui non sia stato possibile reperire alcuna indicazione riguardo al provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica. Per questo era sufficiente un certificato di malattia del medico di base per rientrare in questa copertura.

Il governo non ha rifinanziato il fondo per la quarantena dei lavoratori: al via il taglio degli stipendi

Inps (foto Adobestock)
Inps (foto Adobestock)

Unimpresa ha calcolato che si può arrivare fino a mille euro per due settimane di assenza e a rischio sono già più di 200 mila lavoratori che hanno già subito la quarantena in questo primo periodo dell’anno e per i quali non c’è più copertura Inps.

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Naturalmente questo ha provocato l’intervento dei sindacati, che chiedono un intervento urgente. C’è poi da rilevare che i 200 mila sono solo una stima fatta in proporzione, visto che nel 2020 4,5 lavoratori per ogni infetto sono finiti in quarantena. La proporzione potrebbe essere applicata  alle 45835 denunce di infortuni Covid-19 presentate dai datori all’Inail da gennaio a giugno di quest’anno.

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Permangono infatti le coperture assistenziali per i lavoratori fragili, a cui sarà riconosciuta la prestazione nel limite degli importi stanziati nel 2020 e per i 282 milioni previsti nel 2021. Attenzione però: sarà possibile coprire solo gli eventi fino al 30 giugno 2021, mentre per tutti i mesi fino al 31 ottobre 2021 cambia tutto. I lavoratori fragili potranno continuare a lavorare in modalità agile anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento.