I tuoi soldi in banca possono essere sequestrati e bloccati dall’Agenzia delle Entrate. Cosa devi sapere

Se si evadono le tasse l’Agenzia delle Entrate può arrivare a sequestrare e bloccare il conto corrente di una persona. Ecco quali sono i casi in cui succede.

sequestro stipendio fisco

A differenza del pignoramento, che è una misura più estrema, il blocco dello stipendio o del conto corrente di un contribuente che ha accumulato debiti con il fisco e che non ha pagato, può essere sempre imposto dall’Agenzia delle Entrate, ma con rigidi limiti. Nonostante non esistano stipendi o conti correnti che il fisco non possa sequestrare in alcun modo, l’Agenzia delle Entrate deve applicare questa misura basandosi sulla disponibilità economica del debitore. Ci sono 3 esempi pratici su come l’Agenzia delle Entrate sia limitata nell’agire: se lo stipendio di chi è soggetto a sequestro è inferiore a 2.500 euro, questo non può essere sequestrato se non per un decimo del suo totale. Se lo stipendio è compreso tra i 2.500 e i 5.000 euro, il sequestro non può essere superiore a un settimo del totale, mentre se è superiore a 5.000 euro, il limite è di un quinto.

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sequestro stipendio fisco

L’Agenzia delle Entrate interviene direttamente sul conto corrente di un debitore, anche se in minima parte, solo nel caso in cui questi non abbia adempiuto ai suoi debiti nei confronti del fisco, ma sempre nel rispetto del principio di proporzionalità di cui sopra. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate non può mai bloccare l’ultimo stipendio accreditato. Non solo i lavoratori sono soggetti all’intervento dell’Agenzia delle Entrate sul conto corrente, anche i pensionati possono vedersi sequestrati, con gli stessi limiti sopra riportati, parte delle loro pensioni mensili.

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Nel 2021 i tipi di debiti per cui l’Agenzia delle Entrate può sequestrare parte dello stipendio di un lavoratore o pensionato sono 3:

  • Debiti ordinari, ovvero quando il creditore è una banca, un privato o una finanziaria. Parliamo quindi di debiti contratti, ad esempio, per non aver pagato le rate di un mutuo, oppure contratti per assegni non coperti;
  • Debiti esattoriali, ovvero quando il creditore è una pubblica amministrazione e il soggetto precedente è un agente di riscossione. Per esempio debiti contratti per il mancato pagamento di cartelle esattoriali o multe;
  • Debiti alimentari, ovvero debiti contratti per il mancato pagamento degli assegni di mantenimento per il coniuge o per i figli decisi in sede giudiziale.