Pensione minima, perchè potresti non averla mai

Della pensione minima si parla pochissimo, questo perché molti confondono cosa sia davvero. Ecco che cosa è davvero la pensione minima e come mai è così difficile da ottenere.

pensione minima

Al contrario di come potrebbe suggerire il nome, la pensione minima non è una prestazione di misura inferiore che chi non ha raggiunto i requisiti per la pensione per età può prendere. In realtà la pensione minima non è neanche una prestazione a se stante. Si tratta di un’integrazione al trattamento minimo che spetta a chi riceve una pensione di importo molto basso. Quindi non è una pensione che viene data a chi non ha raggiunto la pensione per età o contributi, ma un’integrazione per chi ha una pensione più bassa della media. Non si riceve a prescindere, ma occorre necessariamente aver raggiunto i requisiti per la pensione regolare e averla ottenuta.

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La pensione minima consiste in una prestazione previdenziale dall’importo di 515 euro mensili che viene applicata su pensioni di valore molto basso. La pensione che viene ottenuta al compimento dei requisiti di età anagrafica e degli anni di contributi necessari può quindi essere talmente bassa da dover richiedere un’aggiunta per arrivare a una somma capace di garantire una vita dignitosa al pensionato in questione. Qui interviene la pensione minima, o integrazione al trattamento minimo, che aggiunge la succitata quota di 515 euro alla pensione già ottenuta in anni di lavoro.

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C’è tuttavia un appunto da sottolineare: le pensioni contributive, anche quelle di basso importo, non sono soggette ad alcuna integrazione. Quindi, se mettiamo il caso di una persona che, raggiunti i 71 anni di età, quindi con la possibilità di andare in pensione, ma senza gli anni di contribuiti sufficienti per la pensione retributiva. In questo caso la persona riceverà una pensione contributiva, che, per quanto bassa, non potrà beneficiare dell’integrazione di 515 euro dell’integrazione al trattamento minimo.