Risparmiare e tenersi in salute mangiando insetti: cosa sta per accadere, anche in Italia

Gli insetti sono il cibo del futuro che presto potrebbe arrivare anche in Italia. Ecco quali sono i benefici e quali i costi. 

Oggi lo chef propone: insetti, conditi con una squisita insalata e accompagnati da saporiti chips di grilli fritti. Già, questa potrebbe essere davvero la proposta su un qualsiasi menù di un ristorante. Infatti, dal primo gennaio, è entrato un vigore un regolamento dell’Unione Europea che agevola la produzione, distribuzione e vendita di aracnidi, coleotteri e insetti vari destinati all’alimentazione umana. Sono detti nuovi cibi, o novel food, in cui rientrano quegli alimenti che non erano consumati in maniera diffusa dall’uomo prima del 1997, anno dell’entrata in vigore della prima regolamentazione europea in materia. Rientrano insetti commestibili di tutti i tipi.

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Da sempre gli uomini mangiano gli insetti come forma di sussistenza e tradizione culinaria. Questi sono una fonte di proteine di alta qualità e soddisfano il fabbisogno alimentare alla crescente popolazione mondiale, venendo incontro ai paesi poveri dove la scarsità delle terre coltivabili e la scarsità di risorse influiscono sulla ricerca di cibo. Gli insetti potrebbero essere il cibo del futuro e una soluzione alla sempre crescente popolazione mondiale, al cambiamento climatico e alla scarsità delle risorse alimentari. Gli insetti sono un alimento altamente proteico e il suo utilizzo gioverebbe anche l’economia. Infatti, un deciso incremento del mercato alimentare degli insetti gioverebbe sia ai paesi produttori che alle nazioni più ricche.

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Gettando un occhio al tariffario, sappiamo che 1 kg di termiti costa 10 € in Kenya mentre 70 g di pupe di formica tessitrice ne costa 7.50 € nel Regno Unito. 50 g di larva di tarma della farina costano 4.85 € nei Paesi Bassi mentre 35 locuste migratorie costano 9.99 € nei Paesi Bassi. E ancora, 1 kg di cavallette costa 12 € nel Messico mentre 150 g di grilli fritti ne costano 0.40 € in Cambogia. Le specie commestibili sono oltre 1.900 e inoltre il numero di specie degli insetti è 10 volte superiore a quello dei mammiferi. Gli insetti rappresentano una scelta valida sia dal punto di vista ambientale che nutrizionale, in quanto questo modello di allevamento è sostenibile e si basa sui principi dell’economia circolare. Inoltre, contengono proteine sane e di alta qualità. Inoltre, sono a basso contenuto di grassi e molto versatili nelle preparazioni.