Risparmiatori frodati e banchieri a giudizio, ma il giudice ne assolve 22

Continua la vicenda giudiziaria di Banca Etruria. Tra le persone ai vertici della banca accusati di bancarotta fraudolenta 1 solo condannato e 22 assolti.

assoluzioni banca etruria

La storia delle accuse di bancarotta fraudolenda di Banca Etruria risalgono al 2015. La banca toscana era stata al centro di un decreto governativo per salvare i correntisti, che però non aveva ostacolato l’azzeramento degli investimenti di azionisti e obbligazionisti junior rimasti vittima della gestione dell’erogazione del credito della banca verso i clienti. In seguito c’era stato il processo e l’accusa aveva affermato che una condotta del genere avrebbe presto portato la banca verso il fallimento. Nel novembre del 2015 Banca Etruria finì in liquidazione coatta amministrativa e nel febbraio dell’annu successivo fu dichiarata l’insolvenza.

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Al centro della vicenda vi erano alcune figure chiave di Banca Etruria. Alcuni dirigenti accusati di essere responsabile della condotta nociva della banca nei confronti dei suoi clienti. Il processo a questi dirigenti, celebrato nel Tribunale di Arezzo pochi giorni fa, ha consegnato il verdetto in primo grado di giudizio: su 23 imputanti a vario titolo per bancarotta semplice o bancarotta fraudolenta ci sono state 22 assoluzioni e una sola condanna. La condanna è stata per Alberto Rigotti, ex consigliere amministrativo, condannato a 6 anni di reclusione per bancarotta semplice. Tra gli imputanti spiccano i nomi di Lorenzo Rosi, presidente dell’ultimo consiglio di amministrazione di Banca Etruria, Natalino Guerrini e Giovanni Inghirami, assolti alla fine del processo. In giudizio precedente, celebrato in rito abbreviato nel gennaio del 2019, erano stati condannati l’ex presidente Giuseppe Fornasari (5 anni), l’ex direttore generale Luca Bronchi (5 anni), l’ex vice-presidente Alfredo Berni (2 anni e 6 mesi) e l’ex consigliere Rosario Soldini (1 anno e 6 mesi).

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La parte civile coinvolta ha già annunciato che farà ricorso in appello contro le sentenze di assoluzione. L’assoluzione di queste persone, sostiene l’avvocato della parte civile Riziero Angieletti, è offensivo per le vittime della vicenda, ovvero i clienti della banca, alcuni dei quali sono andati in dialisi, alcuni hanno addirittura avuto infarti. Angeletti accusa inoltre lo Stato di rimanere in disparte mentre le persone continuano a soffrire. In tutto questo è stato dichiarato estraneo alla vicenda l’ex vice-presidente Pier Luigi Boschi, padre dell’ex ministra Maria Elena Boschi che era in carica proprio nel 2015. La sua è stata archiviata nelle fasi preliminari delle indagini sia per bacarotta fraudolenta, sia, nel 2020, per bancarotta semplice.